Visualizzazione post con etichetta FEST 2011. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FEST 2011. Mostra tutti i post

04 dicembre 2011

DUBAI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2011

Baishe Srabon


L'ottava edizione del Dubai International Film Festival si svolgerà dal 7 al 14 dicembre 2011. Vi segnalo alcuni dei titoli indiani in cartellone: Kshay (2012) di Karan Gour, Laptop (2012, bengali) di Kaushik Ganguly, Ladies vs Ricky Bahl (prima mondiale), Baishe Srabon (2011, bengali) di Srijit Mukherji, Dil Se, Lagaan (2001) di Ashutosh Gowariker.
Un riconoscimento alla carriera verrà conferito a A.R. Rahman. L'8 dicembre è previsto un incontro con Shah Rukh Khan, Farhan Akhtar e Priyanka Chopra. Anil Kapoor e Rahul Bose sono attesi alla manifestazione.

Aggiornamenti dell'11 dicembre 2011
- video ufficiale: Shah Rukh Khan, Farhan Akhtar e Priyanka Chopra incontrano il pubblico
- video ufficiale: red carpet di Anil Kapoor e Tom Cruise per la cerimonia d'apertura;
- video ufficiale: red carpet di Anushka Sharma
- video Ahlan!: intervista concessa da Shah Rukh
- Bollywood's Don 2 stars visit Gulf News, 8 dicembre 2011. SRK commenta il suo personaggio Don: 'I ran out of expressions and decided to pull out all the things I did earlier. It’s one of those few roles where we celebrated making the film... He’s a bad boy - he has no repressed childhood issues and we don’t go into ‘he’s a bad guy because...’.'

Anushka Sharma e Ranveer Singh - Dubai, 2011

A.R. Rahman - Dubai, 2011

Shah Rukh Khan - Dubai, 2011

Anil Kapoor - Dubai, 2011

Anil Kapoor - Dubai, 2011

Shah Rukh Khan, Priyanka Chopra e Farhan Akhtar - sede di Gulf News


01 dicembre 2011

FESTIVAL INTERNATIONAL DU FILM DE MARRAKECH 2011

Shah Rukh Khan - Marrakech, 2011


L'undicesima edizione del Festival International du Film de Marrakech si svolge dal 2 al 10 dicembre 2011. Segnalo il tributo a Shah Rukh Khan previsto per il 2 dicembre, subito dopo la cerimonia d'apertura. La sera stessa, nella cornice della splendida piazza Jemaa el-Fna, verrà proiettato fuori concorso My name is Khan. Shah Rukh in queste ore è in volo per il Marocco. Preity Zinta è attesa alla cerimonia di chiusura. Vi segnalo inoltre che Aparna Sen è membro della giuria. In cartellone anche un tributo a Marco Bellocchio.
Aggiornamento del 29 dicembre 2011: video della partecipazione di Shah Rukh al festival diffuso da Business of Cinema
Aggiornamento del 24 marzo 2013: Shah Rukh Khan ha partecipato anche all'edizione 2012 della manifestazione (clicca qui).




Preity Zinta - Marrakech, 2011

23 novembre 2011

INTERNATIONAL FILM FESTIVAL OF INDIA 2011



Un mese fa si sono spenti i riflettori sul goloso Mumbai Film Festival, ed ecco che si prospetta un'altra rassegna da sogno. La 42esima edizione dell'International Film Festival of India si svolge a Goa dal 23 novembre al 3 dicembre 2011. Il cartellone è ovviamente ricchissimo, e contempla pellicole rappresentative di varie industrie cinematografiche (assamese, bengali, hindi, inglese, malayalam, manipuri, marathi, tamil). Vi segnalo di seguito alcuni titoli: Adaminte Makan Abu, Delhi safari (2012, animazione) di Nikkhil Advani, Sengadal (2011, tamil) di Leena Manimekalai, Shagird, Urumi, Zindagi Na Milegi Dobara. È in programma anche un tributo a Shammi Kapoor.
Fra le iniziative collaterali, segnalo il Film Bazaar India 2011, uno spazio che facilita i contatti fra produttori e distributori indiani e internazionali. Durante la scorsa edizione ben 453 delegati provenienti da 37 Paesi parteciparono ai lavori. È confermata la presenza di Shah Rukh Khan alla cerimonia di apertura della manifestazione. Fra le celebrità attese a Goa, cito Madhuri Dixit, Jackie Shroff, Atul Kulkarni, Abhay Deol, Zoya Akhtar, Anurag Kashyap, Kalki Koechlin, Dibakar Banerjee, Nana Patekar, Rahul Bose, Shekhar Kapur, Vidhu Vinod Chopra, Kangana Ranaut. Irrfan Khan e Suriya parteciperanno alla cerimonia di chiusura.
Aggiornamento del 24 novembre 2011: video Prudent Media del notiziario del 23 novembre 2011 che testimonia la partecipazione di Shah Rukh Khan e Bertrand Tavernier alla cerimonia di apertura del festival (Tavernier riceve un premio alla carriera).

Shah Rukh Khan e Bertrand Tavernier - Goa, 2011

Madhuri Dixit - Goa, 2011

11 novembre 2011

KOLKATA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2011

Urumi


La 17esima edizione del Kolkata International Film Festival - la seconda rassegna del subcontinente per anzianità (dopo l'International Film Festival of India), nonché la miglior vetrina asiatica per il cinema d'autore - si svolge a Calcutta dal 10 al 17 novembre 2011. Il cartellone è ricchissimo di titoli indiani, principalmente in lingua bengali. Vi segnalo di seguito alcune pellicole di sicuro interesse: Adaminte Makan Abu, Aadukalam, Urumi, Mee Sindhutai Sapkal (2010, marathi) di Anant Mahadevan, O Maria (2010, konkani) di Rajendra Talak, Rang Rasiya (2014) di Ketan Mehta.
Fra gli eventi collaterali, segnalo:
* Ray: the photographer, mostra di fotografie scattate da Satyajit Ray;
* Kolkata: Resurgence of Cinema, seminario a cui parteciperanno Aparna Sen e Prosenjit Chatterjee;
* Contemporary Indian Cinema: Bollywood & Beyond, seminario a cui parteciperanno Ketan Mehta e Santosh Sivan.
Ricordo inoltre che alla cerimonia inaugurale sono intervenuti Sharmila Tagore e Shah Rukh Khan.


02 novembre 2011

RIVER TO RIVER FLORENCE INDIAN FILM FESTIVAL 2011



L'undicesima edizione del River to River Florence Indian Film Festival si svolgerà dal 2 all'8 dicembre 2011. Le proiezioni si terranno al cinema Odeon. Vi segnalo di seguito alcuni dei titoli in cartellone: Zindagi Na Milegi Dobara, Gandu (2010, bengali) di Q, I am, Dhobi Ghat (pellicola di chiusura). Cito inoltre il film pachistano Bol.
(Grazie a Diana e a Cristina per la segnalazione)

Aggiornamento del 6 dicembre 2011: il regista Q, presente in sala alla proiezione di Gandu, ha concesso un'intervista a Paolo Russo per La Repubblica. Di seguito un estratto: 

'Con un linguaggio visionario di formidabile tensione fra b/n e colore, Gandu rivela un paese cupo di conflitti sociali e disperazioni metropolitane, di inarrestabili derive collettive e individuali. Un'India lontana da ogni stereotipo vecchio e nuovo, narrata al ritmo serrato di un feroce rap autoctono, che nulla a che fare con gansga, Bentley e donne mozzafiato. Perché a quel ritmo tribale e convulso lo sbandato ottuso ventenne protagonista consegna i suoi miseri sogni e il suo odio per un mondo che non lo vuole. Così come lui non lo vuole.

Lei si è laureato in arti all'Università di Calcutta, ha diretto moltissimi commercial e video clip, si ispira al cinema d'autore indipendente europeo e giapponese: come si è formato?
"Ho imparato a fare cinema guardando i film che comperavo in un negozio all'angolo della strada a Colombo: titoli che sceglievo un po' a casaccio fra quelli che potevano essere del mio genere. Avevano il più strano catalogo in quel posto, e così abbastanza rapidamente sono diventato amico di Harmony Korine, Takashii Miike, Sion Sono, Kim Ki Duk, Mike Figgis, Lars Von Trier, Spike Lee, Tom Twyker, Werner Herzog e tanti altri maestri. Non sono mai stato troppo attratto dal cinema classico, sebbene da ragazzo cresciuto nella culturalmente vivace Calcutta, avevo un discreto livello di esposizione a quel genere di cinema. L'India però, fin dai primi Novanta, ha sviluppato una forte rete underground di produzioni musicali e cultura alternativa, ed io vi ero profondamente coinvolto. Così quando ho visto il riflesso di quella mentalità digitale, l'approccio post moderno arrivare al cinema, ne sono stato folgorato. I miei primi film erano dei puri esperimenti video, clip musicali e corti, prima che arrivassi al primo film, Tepantorer Maathe, che è rimasto incompiuto. Era ispirato a Dogma, il manifesto di Von Trier, e a quel tempo l'India, specialmente Calcutta, non era preparata a una tale 'cosa'. Capii subito che senza forti basi tecniche e produttive non avrei potuto fare il cinema che volevo. Inoltre, a proposito delle storie che m'interessavano, i documentari stavano diventando sempre più  interessanti per me, grazie alla scoperta di Shyamal Karmakar, Paromita Vohra, Amitabh Chakraborty e veterani come Anand Patwardhan. Cominciavo a identificarmi con le idee degli attivisti, e a sentire il bisogno di condurre le mie esplorazioni in un contesto socio politico piuttosto che nel segno del mercato. Questo porta al mio film successivo, che mi consentì di lasciare il lavoro in pubblicità e tornare a Calcutta e avviare Overdose, la mia casa di produzione. Si chiamava Love In India, ed è stato il primo film indipendente prodotto nell'ambito di una coproduzione internazionale dall'India: lo terminai nel 2009, fu poi presentato in alcuni festival e trasmesso da una dozzina di reti in Europa. Oltre a questo, ho messo in piedi un'altra fiction sperimentale, Poison, e alcuni corti documentari. Al momento sto girando un documentario che si chiama Sari mentre ho da poco finito le riprese della mia nuova fiction, intitolata Tasher Desh (La terra delle carte, ndr)".

Ho letto che lei a un certo punto ha scelto di tornare a vivere nella sua Calcutta...
"Una delle ragioni di questo ritorno a casa è stata la lingua Bengali: ne sono innamorato e fare film in Bengali era per me una scelta irrinunciabile. Poi, certo, è anche la mia città, e la ricchezza e la libertà intellettuale che offre in India non temono confronti. In più c'è una scena cinematografica - alcuni nomi della quale ho menzionato prima - attiva da Calcutta, dove la voce del dissenso non è stata soffocata come invece in molte altre parti del paese".

Che rapporto ha con la musica sia indiana che occidentale?
"La musica è la mia prima passione. I miei film sono tutti musical. Sono cresciuto circondato dalla musica, son stato un musicista appassionato fin da quando ho ricordo della mia vita, e anche da ascoltatore ho sempre privilegiato la musica Bengali: la musica dei film Hindi mi ha sempre lasciato freddino. Come tanti altri intorno a me ho sviluppato da giovane un certo gusto per il rock, ma è stato, di nuovo, un eroe locale, Suman Chatterjee, che mi ha dato l'ispirazione decisiva per gettarmi nel mondo della musica: ci sono sempre stati a Calcutta, fin dai Settanta, anche altri musicisti locali che si sono spinti oltre i limiti sperimentando con le forme. Ed è esattamente questo che mi piace fare. Quando è partita la rivoluzione elettronica, e insieme l'accelerazione impressa dalle sostanze psichedeliche, mi ha risucchiato completamente. Così, da neo hippy, ho preso a frugare sempre più nel sublime mondo di Bjork, Massive Attack e, più tardi, della scuola minimalista. Durante tutto ciò ho bighellonato con la musica, aiutato, specie nei miei film, da molti amici e ben più preparati musicisti. Queste influenze sono culminate nell'esplosione nel movimento dell'Asian Underground, nel quale una subcultura completamente nuova è emersa. Il perfetto amalgama di Est e Ovest: una musica nella quale potevo identificarmi completamente".

C'è una scena rap in India? Com'è organizzata?
"Il rap non esiste in India: quel po' di hip hop che può accadere di sentire viene da qualche porcheria di colonna sonora di Bollywood. Di recente però, dai bassifondi di varie città, Chennai nel profondo sud, dal Kashmir straziato dalla guerra, dai ghetti di  Bombay, son venuti fuori alcuni giovani rapper; ma non si può parlare di una scena, quel che c'è è decisamente underground. La qualità della protesta e i temi politici del rap usati in Gandu riflettono solo i miei valori e ciò che io penso della nostra società: ma anche gli altri giovani rapper che ho scoperto in seguito hanno spinte ribelli analoghe alla mia. Un fatto che mi ha molto ispirato, spero che questo fronte divenga sempre più forte. C'è un grande, disperato bisogno nel nostro paese di svegliarsi e iniziare a comprendere dove siamo diretti. L'India è un paese incredibilmente giovane e si trova sulla cuspide di una svolta in termini di dinamiche sociali. Le barriere di lingua e di classe, le politiche interne che risultano stupide e restrittive, cominciano a mostrarsi molto più fragili di quanto non siano mai state. Il rap è un modo geniale di esprimere una prospettiva individuale, tenendo il tempo sul beat più antico".

Il suo linguaggio cinematografico appare esplosivo, all'ultimo respiro, a metà fra l'intensità di un videoclip e il ritmo, la prospettiva più ampia del racconto filmico: lei lavorava già così o è una svolta cui è giunto con Gandu?
"Credo che questo senso di all'ultimo respiro mi sia arrivata con Gandu, nel momento in cui i tempi sono cambiati e l'India si è fatta sempre più instabile nei suoi assetti. La sensibilità da clip è entrata nel film in modo molto organico, guardando indietro ai giorni in cui i primi video musicali venivano usati come estensioni delle fughe in avanti dei musicisti, visualizzate da un film maker. Quando ho giustapposto la più classica costruzione di un racconto socialmente rilevante con la stilizzazione di una clip di lungo formato, mi è sembrato che caricasse, riempisse lo schermo: era anche questo un esperimento e sono contento che sia riuscito".

In Gandu non c'è traccia di religione né spiritualità, ma neanche di boom economico, commedia e "pace e amore": nel film si vede un'India che da fuori si può al massimo appena supporre. Come ha concepito il film? Dove ha trovato la storia?
"In India c'è questo, quello e quell'altro ancora. Questo è il modo in cui io vedo il mio paese. La storia era, come dire, intorno a me da un sacco di tempo, e l'abbiamo avuta intorno, noi sei della troupe, per i quattro mesi della lavorazione. Non ho voluto una sceneggiatura, abbiamo lavorato sulla base di una breve nota che fissava l'andamento drammatico e basta: questo perché potessimo avere il massimo dell'autenticità e reagire nel modo più pronto in ogni momento mentre giravamo e costruivamo la storia. C'erano frammenti nelle nostre memorie, il che forse si è insinuato e ha poi come colorato le scene, ma si è trattato soprattutto di avere a che fare con le reazioni primarie al contesto immediato del film, delle sue location, del tempo e dell'essere del personaggio. Ho girato Gandu come un documentario, solo immaginando che fosse vero".

I pericoli sociali e l'ingiustizia sono probabilmente i temi cruciali della globalizzazione: quanto contano nell'India contemporanea, della quale il mondo sembra percepire ora solo l'impressionante crescita economica e dimenticare del tutto l'enormità dei problemi per i quali era famosa in tutto il mondo fino a vent'anni fa?
"Angosce sociali e ingiustizia sono senz'altro i temi cruciali anche dell'India di oggi. Quello che la nostra politica estera è riuscita con successo a difendere è un'enorme inquietudine che circola ovunque nel paese. C'è invece ad esempio un tremendo conflitto tribale, con violente fazioni maoiste e le forze governative prese in un conflitto all'ultimo sangue. Nel nord est ci sono interi stati completamente inaccessibili. La nuova faccia cosmopolita e capitalista del paese è confinata nella città, dove il danaro è il nuovo dio. Il resto del paese, circa il 95 %, è nello stesso stato di estrema difficoltà: conflitti etnici, di classe e casta, infanticidi, violenza sulle donne proseguono immutati. Ma l'India è davvero strana, ha una maniera di bilanciare tutto, ad ogni curva del tempo. Così persino oggi ci puoi trovare, al riparo dei riflettori, calma e pace".

Come è riuscito a finanziare Gandu?
"Mi ha aiutato un amico dello Sri Lanka, e poi, per presentarlo a Berlino, ci siamo fatti prestare altri soldi. Il nostro modello economico è di stampo decisamente indie, così come il piano di recupero degli investimenti che siamo stati in grado di far funzionare".

Lei ha una sua casa di produzione, una factory con cui lavora abitualmente, dunque...
"Ho capito che per fare il cinema che voglio fare non potevo che essere anche il mio produttore. E la mia partecipazione alla scena indipendente indiana mi aiutato a realizzare quanti talenti, già rodati e in formazione, abbiamo qui; quel che manca sono invece produttori che si dedichino a sostenere il network indipendente e generare un modello sostenibile. Ho iniziato a lavorarci con l'assistenza di persone con enorme esperienza. Ed ho anche cominciato a sollecitare i miei amici perché si unissero e dessero vita a una piattaforma che rendesse possibile la creazione e la collaborazione fra artisti indipendenti. Il risultato è Overdose: un collettivo di talenti libero e allargato che riunisce musicisti, filmmaker, artisti, tecnici, produttori, avvocati e distributori con i quali ci consultiamo e che ci aiutano a continuare a produrre. Al momento circa 12 persone lavorano con me a tempo pieno nella Overdose. Si tratta di una piattaforma che mi piace guardare come una compagnia per la crescita dei media creativi, che sviluppa e produce contenuti alternativi, con speciale attenzione per film, musica e design. Negli ultimi anni abbiamo messo a punto un pool di risorse tecniche e creative che include apparecchiature HD e tutta la post produzione. Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner del suono, la Dream Digital Inc., che ci sostiene con le sue apparecchiature, col suo talento e la post produzione. Overdose è gestita dal nostro gruppo di lavoro a tempo pieno ed abbiamo anche il sostegno operativo di un fondo belga. Produciamo attivamente film indipendenti, e nel 2012 coprodurremo almeno tre film di registi esterni. Il primo sarà Greater Elephant di un giovane autore, Srinivas Sunderrajan: lo presenteremo come seconda impresa di BanglaBlack, la label creata per Gandu. Sono sporchi film da poco, che verranno girati con micro budget col fine di forzare i confini di struttura, racconto e tecnica. E, a parte il mio Sari, l'anno prossimo produrremo anche altri cinque documentari".'

Aggiornamento del 16 dicembre 2011: Zindagi Na Milegi Dobara è la pellicola vincitrice dell'edizione 2011 del River to River Florence Indian Film Festival.

12 ottobre 2011

DOHA TRIBECA FILM FESTIVAL 2011



Il Doha Tribeca Film Festival si svolgerà dal 25 al 29 ottobre 2011. In cartellone Bollywood - The greatest love story ever told (2011, documentario) di Rakeysh Omprakash Mehra e Jeff Zimbalist.
Una curiosità: il Doha Film Institute, finanziatore del festival, coproduce il nuovo progetto di Mira Nair tratto dal romanzo Il fondamentalista riluttante di Mohsin Hamid. Le riprese sono iniziate la scorsa settimana.

ABU DHABI FILM FESTIVAL 2011

Saif Ali Khan - Abu Dhabi, 2011


La quinta edizione dell'Abu Dhabi Film Festival si svolgerà dal 13 al 22 ottobre 2011. Vi segnalo di seguito i titoli indiani in cartellone: Anhey Ghorhey Da Daan (2011, punjabi) di Gurvinder Singh, Charulata (1964, bengali) di Satyajit Ray.

Saif Ali Khan - Abu Dhabi, 2011

10 ottobre 2011

BUSAN INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2011



Il Busan International Film Festival 2011 si svolge a Busan, in Corea del Sud, dal 6 al 14 ottobre. Vi segnalo alcuni dei titoli indiani in cartellone: Anhey Ghorhey Da Daan (2011, punjabi) di Gurvinder Singh, Guzaarish, Stanley Ka Dabba, Urumi, Dekh Indian Circus (2011) di Mangesh Hadawale, Sholay.
Aggiornamento del 24 novembre 2011: Dekh Indian Circus si è aggiudicato l'Audience Choice Award for Best Film.

BEIRUT INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2011



Il Beirut International Film Festival si svolge dal 5 al 13 ottobre 2011. In cartellone l'imperdibile Udaan e That girl in yellow boots. Il regista italiano Luca Guadagnino è il presidente della giuria. Fra i membri della giuria, la giornalista italiana Cristina Piccino.

09 ottobre 2011

CHICAGO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2011



La 47esima edizione del Chicago International Film Festival si svolge dal 6 al 20 ottobre 2011. Vi segnalo alcuni dei titoli indiani in cartellone: Gandu (2010, bengali) di Q, Inshallah, Football (2010, kashmiri, urdu, inglese - documentario) di Ashvin Kumar, Mausam, Patang (2017, hindi, gujarati, inglese - coproduzione indo-americana) di Prashant Bhargava.

08 ottobre 2011

ASIATICA FILM MEDIALE 2011



L'Asiatica Film Mediale 2011 si svolgerà a Roma dal 12 al 22 ottobre. Vi segnalo i titoli indiani in cartellone:

* Ballad of Rustom (2016), in concorso, di Ajita Suchitra Veera. La regista sarà presente in sala alle proiezioni del 13 e del 14 ottobre;
* Chatrak (2011, bengali), in concorso, di Vimukthi Jayasundara. Il regista sarà presente in sala alle proiezioni del 21 e del 22 ottobre;
* Inshallah, Football (2010, kashmiri, urdu, inglese), documentario in concorso, di Ashvin Kumar. La produttrice Giulia Achilli sarà presente in sala alle proiezioni del 16 e del 17 ottobre. Vi ricordo che Giulia aveva in precedenza coprodotto Barah Aana, e che, nell'intervista esclusiva gentilmente concessa al nostro blog nel luglio 2010, aveva accennato al progetto di Inshallah, Football: 'Sto terminando proprio in queste settimane un documentario indipendente girato in Kashmir tra il 2009 e il 2010 e diretto da Ashvin Kumar, nominato all'Oscar per il corto Little terrorist. È la storia di un allenatore argentino di calcio che da tre anni vive in Kashmir, regalando un sogno a ragazzi senza molte altre alternative. In particolare, il capitano della squadra è figlio di un ex-militante islamico. Quindi una storia fondamentalmente personale, che non si prefigge di raffigurare un macro-quadro della situazione in Kashmir, ma che piuttosto segue le vite di queste figure chiave, facendo parlare loro. La post-produzione audio verrà realizzata a Londra, mentre la post-produzione video in Italia';
* Bollywood - The greatest love story ever told (2011) di Rakeysh Omprakash Mehra e Jeff Zimbalist;
* Gandu (2010, bengali) di Q;
* Moner Manush (2010, bengali) di Goutam Ghose. Il regista sarà presente in sala alla proiezione del 16 ottobre;
* Harud (2010, kashmiri), evento di chiusura, di Aamir Bashir. Il regista sarà presente in sala alla proiezione del 22 ottobre.


Gandu

Sono inoltre previsti la proiezione di un paio di cortometraggi indiani nonché un ricco numero di eventi collaterali, fra cui segnalo:

* conferenza Il subconscio nei dipinti di Tagore, a cui parteciperà lo scrittore e psicanalista Sudhir Kakar (Estasi, Gli Indiani. Ritratto di un popolo);
* presentazione dell'ultimo libro di Sudhir Kakar, Il trono cremisi;
* nell'ambito del progetto Crossing Cultures, incontro con quattro registi asiatici, fra cui Aamir Bashir, e realizzazione, nel periodo di svolgimento del festival, di quattro cortometraggi: i cineasti filmeranno altrettanti artisti italiani, per conto di CortoArteCircuito, allo scopo di rafforzare il legame fra cinema e mondo dell'arte;
* nell'ambito del progetto L'Archivio a oriente, incontro con quattro registi asiatici, fra cui Gautam Ghose, e realizzazione di quattro cortometraggi che racconteranno un fatto storico o un problema sociale del Paese di origine dei cineasti, sulla base del materiale giornalistico e documentaristico disponibile presso l'Archivio Storico dell'Istituto Luce.

Il festival è allestito negli spazi La Pelanda nel quartiere di Testaccio. Tutte le proiezioni sono gratuite.
(Grazie a Metropoli d'Asia per la segnalazione)

Aggiornamento del 28 ottobre 2011: Inshallah, Football ha vinto il premio del pubblico per il miglior documentario.

07 ottobre 2011

FESTIVAL D'AUTOMNE 2011



Il Festival d'Automne di Parigi nel 2011 celebra la quarantesima edizione. La manifestazione, nata nel 1972, si prefigge di promuovere l'arte contemporanea. Ogni anno, da settembre a dicembre, propone una quarantina di eventi che coinvolgono teatro, cinema, musica, danza e arti figurative.
Dal 25 ottobre al 20 dicembre 2011 il festival offrirà un'interessante ed esaustiva rassegna, intitolata North East by South West, dedicata alla filmografia del pluripremiato regista assamese Jahnu Barua (noto anche per la pellicola hindi del 2005 Maine Gandhi Ko Nahin Mara, prodotta e interpretata da Anupam Kher, affiancato da Urmila Matondkar) e del regista malayalam Adoor Gopalakrishnan (che ha collezionato nel corso della sua carriera un numero astronomico di National Award).
Area del sito del festival dedicata alla rassegna North East by South West

06 ottobre 2011

MUMBAI FILM FESTIVAL 2011



Tutti gli appassionati di cinema indiano - quotidianamente discriminati dall'inesistente distribuzione nel nostro Paese di film indiani, nonché umiliati dai giudizi frettolosi e corrosivi dei media italiani nei confronti della cinematografia più fiorente del pianeta -, in attesa del crollo finanziario e produttivo (financo edilizio, per essere sicuri) di Hollywood e dell'avvento di un mondo buono e giusto, si consolano in clandestinità con le notizie delle prime delle pellicole indiane e con i pantagruelici programmi delle rassegne più golose: l'International Film Festival of India di Goa e il Mumbai Film Festival. Pronti per volare, almeno con la mente, nella vera capitale del cinema?

Dal 13 al 20 ottobre si svolgerà il Mumbai Film Festival 2011. Il cartellone è ovviamente ricchissimo di titoli indiani, pertanto sconsiglio agli appassionati affetti da patologie cardiovascolari la lettura della lista delle pellicole incluse nelle sezioni Dimensions Mumbai (venti film), Indian frame (tredici), New faces in Indian cinema (cinque) e Indian retrospective (dodici succosi classici diretti dai più grandi nomi del cinema d'autore, fra cui Shyam Benegal, Rituparno Ghosh, Adoor Gopalakrishnan, Girish Kasaravalli, Sudhir Mishra). Per non decimare il nostro bacino di utenza, segnalo solo alcuni dei titoli indiani in programma: Sengadal (2011, tamil) di Leena Manimekalai, Stanley Ka Dabba, Adaminte Makan Abu, Urumi, Aadukalam.

Aadukalam

Organizzato dalla Mumbai Academy of Moving Image, il Mumbai Film Festival, giunto alla 13esima edizione, si arricchisce di anno in anno di eventi e iniziative collaterali, fra cui cito:
* Mumbai Film Mart, dal 15 al 17 ottobre, i cui lavori si concentreranno sull'analisi dei nuovi mercati per il cinema indiano: Cina, Corea, Giappone, Europa e America Latina. Interverranno funzionari delle più importanti case di produzione indiane: Reliance Entertainment, UTV Motion Pictures, Eros International Media, Yash Raj Films, eccetera. Parteciperanno delegati di case di distribuzione internazionali provenienti da USA, Germania, Francia, Giappone, Cina, eccetera. Ad oggi non risulta l'iscrizione di distributori italiani (l'avvento pare ancora lontano);
* Indo-German script development workshop, dall'11 al 13 ottobre, a cui interverranno registi e sceneggiatori tedeschi e indiani, fra cui Ashutosh Gowariker e Sooni Taraporevala.

È previsto un tributo a Shammi Kapoor, a M.F. Husain e a Mani Kaul, recentemente scomparsi. Il poeta, paroliere, sceneggiatore e regista Gulzar riceverà un premio alla carriera. La regista Kiran Rao, moglie della superstar Aamir Khan, è il presidente della giuria della sezione Dimensions Mumbai, affiancata, fra gli altri, da Onir, Nishikant Kamat e Vikramaditya Motwane.
(Questo sì che è un festival).

05 ottobre 2011

BRITISH FILM INSTITUTE LONDON FILM FESTIVAL 2011

Adaminte Makan Abu


Dal 12 al 27 ottobre 2011 si svolgerà la 55esima edizione del British Film Institute London Film Festival. Nella sezione World Cinema sono previste diverse pellicole indiane (principalmente in lingua bengali), fra cui vi segnalo: Adaminte Makan Abu, Gandu (2010, bengali) di Q, Noukadubi (2011, bengali) di Rituparno Ghosh.

04 settembre 2011

MILANO FILM FESTIVAL 2011



Il Milano Film Festival si svolgerà dal 9 al 18 settembre 2011. In cartellone: Patang (2017) di Prashant Bhargava, con Seema Biswas. La pellicola è una coproduzione indo-americana, ed è in lingua hindi, gujarati e inglese. Patang è in programmazione il 10 settembre alle ore 22.30 al Teatro Strehler, il 12 settembre alle ore 19.00 all'Auditorium San Fedele, e il 14 settembre alle ore 19.00 al Centro Culturale Rosetum. Il regista sarà ospite della manifestazione il 10 e il 12 settembre. Il costo del biglietto varia da 4 a 6 euro a seconda dell'orario della proiezione e della sala. In precedenza Patang era stato presentato alla Berlinale 2011 e al World Cinema Amsterdam 2011.

PREITY ZINTA E GURVINDER SINGH ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2011

Preity Zinta - Venezia, 2011


Preity Zinta è in questi giorni a Venezia, dove, nell'ambito della Mostra del Cinema 2011, riceverà un importante riconoscimento. Nel suo profilo personale Twitter, Preity ha scritto:

* 2 settembre - 'Sono appena atterrata a Parigi. Stavo tentando di esercitare il mio francese con l'equipaggio di Air France e mi hanno stupito con la loro hindi. Domani vado a Venezia. È tempo di salutare le patatine fritte e la moda francese! Sììì... domani andrò al Festival del Cinema di Venezia. Sono così eccitata'.
* 3 settembre - 'Buongiorno. Sono appena atterrata a Venezia ed è bello qui. Ho pensato di condividere con tutti voi una foto di Venezia. Amo davvero le sue stradine acciottolate e le gondole. Ci sono così tanta storia e tanta passione in questa città. Ora so cosa pensava Shakespeare... mi piace!'.
* 4 settembre - 'Mio fratello ha scattato questa foto mentre calcavo il tappeto rosso a Venezia! Per favore, non copiatela perché è protetta da copyright. Wow. Una coppia indiana mi ha appena avvicinato e parlava in italiano! Ho dovuto chiedere Kya hua Hindi nahi aati? (*) Non erano sicuri che fossi io! Bene, ragazzi, ora devo scappare... Della squisita pasta mi sta aspettando... Mi sono sorpresa quando mi hanno detto che sarei stata premiata al Festival di Venezia per qualcosa di diverso dal cinema. Il prossimo anno voglio tornare con un film'.
(*) Cosa? Non parlate hindi? (Grazie ad Atif per la traduzione).
* Aggiornamento del 5 settembre - 'Qui sto davvero tornando a notare il sorriso negli occhi delle persone. Grazie Italia! È meraviglioso come la gente sia ovunque la stessa! Mi è piaciuto tutto. Oddio! Sono sicura di aver portato la pioggia a Venezia. Ieri sera, prima della premiazione, ha cominciato a piovere. I miei capelli si sono appiattiti ma lo spirito spiccava il volo! Oggi, poiché sono pronta a lasciare Venezia, sta DILUVIANDO! Sono un po' nervosa di prendere la gondola (in italiano nel testo) e triste perché il mio soggiorno è stato breve. Vorrei poter restare un po'. Grazie Italia per l'ospitalità e per l'incredibile calore! Credo di aver lasciato qui un po' del mio cuore. Vorrei potermi fermare più a lungo. Ciao (in italiano nel testo)!'.

Preity Zinta - Venezia, 2011

Nel comunicato stampa di Kinéo si legge: 'Oltre al suo impegno professionale, Zinta è molto attiva nel campo sociale, della legalità e dei diritti umani: ha sostenuto la causa delle donne nel suo Paese con azioni di protesta contro l'infanticidio femminile, ha partecipato a campagne di sensibilizzazione sull'AIDS e per ripulire Mumbai. Ha prestato il suo sostegno alla causa della emancipazione femminile ed è stata la testimonial della campagna NDTV Greenathon, nel 2008. A dicembre si è impegnata contro la Droga e il Crimine insieme all'Ufficio delle Nazioni Unite (UNDCO) e contro il traffico di esseri umani in India. È anche testimonial della Fondazione Loomba, un ente di assistenza del Regno Unito presieduto da Cherie Blair, che lavora per l'up-liftment delle vedove in India, Bangladesh, Sri Lanka e in Africa. È amata dai media indiani per il coraggio nell’esprimere pubblicamente e apertamente le sue opinioni, a volte scatenando polemiche, come quando fu l'unico testimone a non ritrattare la sua deposizione in tribunale contro la mafia indiana durante il caso Bharat Shah nel 2003, per il quale ha ricevuto il Godfrey Phillips Bravery National Award. Per il suo contributo a favore dei più deboli, dei diritti umani, della giustizia e dell'ambiente, e per l'attività a favore dell'armonizzazione sociale, Preity Zinta riceve, alla 68ma Mostra del Cinema di Venezia, il prestigioso World Diamond Group Platino Award per l’amicizia tra i popoli'.

Il sito di Cinecittà il 29 agosto 2011 riportava: 'La premiazione, su invito, della nona edizione del Premio Kinéo "Diamanti al Cinema", presentata da Laura e Silvia Squizzato, si terrà domenica 4 settembre al Lido di Venezia presso il Lancia Café, sulla terrazza dell'Hotel Excelsior. Istituita dieci anni fa grazie all'impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali volto a sostenere e promuovere la nostra cinematografia, la manifestazione - realizzata col sostegno della DG Cinema del Mibac e di World Diamond Group, sponsor ufficiale di questa edizione, in partnership con Rai Trade e Lancia, e in collaborazione col Sngci - si arricchisce di nuovi riconoscimenti. Un pubblico numeroso, stimolato dai media partner, i quotidiani del Gruppo Monrif - 'QN', 'Il Resto del Carlino', 'La Nazione', 'Il Giorno' - il sito Internet Quotidiano.net, il sito web MYmovies, il mensile 'Daily Luxury' e i social networks (Facebook e Twitter), ha votato film e artisti preferiti. Tra i premi speciali di questa nona edizione va menzionato il World Diamond Group Platino Award per l'amicizia tra i popoli, simbolicamente rappresentato da "L'ulivo bianco", opera dal valore inestimabile e assegnata alla star indiana Preity Zinta per il suo impegno nel sociale a favore della legalità e dei diritti umani'.

Vi segnalo che il film Anhey Ghorhey Da Daan di Gurvinder Singh, in lingua punjabi, è in cartellone nella sezione Orizzonti.

Aggiornamento dell'8 novembre 2011: video della premiazione

Vedi anche:

Gurvinder Singh - Venezia, 2011

21 agosto 2011

TORONTO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2011

Naseeruddin Shah in Michael


Il Toronto International Film Festival si svolgerà dall'8 al 18 settembre 2011. Fra i titoli indiani in cartellone, segnalo Michael (2011) di Ribhu Dasgupta, con Naseeruddin Shah. Michael verrà proiettato a Toronto in prima mondiale il 15 settembre. 
Vi segnalo inoltre la pellicola canadese Breakaway (2011) di Robert Lieberman, coprodotta da Akshay Kumar e interpretata, fra gli altri, da Anupam Kher e da Rob Lowe. Akshay compare in un cameo. Breakaway verrà proiettato a Toronto in prima mondiale il 10 settembre. 

Sempre a Toronto, dal 19 al 21 agosto 2011 si svolge il Masala! Mehndi! Masti!, un evento dedicato alla cultura dell'Asia meridionale. La manifestazione prevede anche una retrospettiva dei film di Abhay Deol, fra cui Dev. D e Oye Lucky! Lucky Oye!. L'attore è in questi giorni a Toronto. 

Aggiornamenti del 7 ottobre 2011:
- video FilmiCafé: esibizione live di Akshay Kumar, con tutto il cast, in occasione della prima di Breakaway;
- intervista video concessa da Abhay Deol.


Akshay Kumar - conferenza stampa

Akshay Kumar e Rob Lowe - conferenza stampa

Abhay Deol al Masala! Mehndi! Masti! 2011

16 agosto 2011

MONTREAL WORLD FILM FESTIVAL 2011



Il Montreal World Film Festival si svolgerà dal 18 al 28 agosto 2011. Fra i titoli indiani in cartellone, segnalo Sengadal (2011, tamil) di Leena Manimekalai, e Aadukalam.

22 luglio 2011

WORLD CINEMA AMSTERDAM 2011



Il festival World Cinema Amsterdam si svolgerà dal 10 al 21 agosto 2011. È in programma una sezione denominata Soul of India, suddivisa in lungometraggi (dieci titoli) e corti (sette titoli), che prevede anche un dibattito - il 13 agosto - a cui interverranno i registi Onir e Q. Vi segnalo di seguito alcuni dei film in cartellone:

* Ready, sezione Open air. La pellicola verrà proiettata il 6 agosto, quindi prima dell'inaugurazione della manifestazione;
* Gandu (2010, bengali) di Q, in concorso. Il film verrà proiettato il 13 e il 14 agosto alla presenza del regista.

Sezione Soul of India - lungometraggi:
* Harud (2010, kashmiri) di Aamir Bashir. La pellicola verrà proiettata il 14, il 15 e il 17 agosto alla presenza del regista.
* I am, film che inaugurerà la sezione, il 12 agosto, alla presenza del regista. Onir parteciperà anche alla proiezione del 13 agosto.
* Patang (2017, coproduzione USA-India), di Prashant Bhargava. Alle proiezioni del 14 e 15 agosto sarà presente il regista.
* Vihir (2009, marathi) di Umesh Vinayak Kulkarni.

17 luglio 2011

LOCARNO FILM FESTIVAL 2011



Il Locarno Film Festival si svolgerà dal 3 al 13 agosto 2011. L'India è il Paese ospite di quest'edizione, specificatamente nella sezione Open Doors. Fra i numerosi titoli in cartellone (nessuno in concorso), segnalo: Pyaasa, Mr. & Mrs. Iyer (2002, lingua inglese) di Aparna Sen, Udaan. È prevista inoltre una retrospettiva dedicata a Satyajit Ray. 
Sempre nell'ambito della sezione Open Doors, sono in programma una tavola rotonda dal titolo Lessons from Bollywood, a cui parteciperanno Kabir Bedi e il regista Adoor Gopalakrishnan, e un laboratorio di coproduzione.


Kabir Bedi - Locarno, 2011