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19 settembre 2015

BUSAN INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2015


La 20esima edizione del Busan International Film Festival si svolgerà in Corea dal primo al 10 ottobre 2015. Anurag Kashyap è membro della giuria. Zubaan, di Mozez Singh, in prima mondiale, è la pellicola d'apertura della manifestazione. Fra gli altri titoli indiani in cartellone, segnalo Radiopetti (tamil) di Hari Viswanath (prima mondiale), Masaan di Neeraj Ghaywan, O Kadhal Kanmani (tamil) di Mani Ratnam, Aligarh di Hansal Mehta (prima mondiale), Kothanodi (assamese) di Bhaskar Hazarika (prima mondiale),  Baahubali - The Beginning (telugu) di S.S. Rajamouli (versione internazionale), Bajrangi Bhaijaan di Kabir Khan, Talvar di Meghna Gulzar.
Aggiornamenti del 14 ottobre 2015: 
- Radiopetti ha vinto il premio del pubblico, e Mozez Singh il Rising Director Asia Star Award per Zubaan.
- Il cinema asiatico si specchia a Busan, Giona A. Nazzaro, Il Manifesto: 
'Il cinema indiano si presenta teso fra passato, presente e futuro. E se un film come Kothanodi di Bhaskar Hazarika, parlato in lingua assamese, ripropone per il pubblico di oggi quattro fiabe tradizionali incentrate sul tema della maternità, O Kadhal Kanmani di Mani Ratnam si offre come melodramma di formazione indirizzato a un’ipotetica giovane classe media tutta in divenire. (...) Il film evoca chiaramente un mondo che esiste solo come sogno (utopia?) di una possibile, ideale classe dirigente «giovane» cui si chiede solo un minimo di rispetto della tradizione prima di andare avanti a realizzarsi nel mondo. Esempio lampante della gentrificazione di classe portata avanti da un certo cinema bollywoodiano, il film si rivela compiutamente nei lunghi titoli di coda animati che mostrano i protagonisti raggiungere il successo a Parigi (lei), a Hollywood (lui).
Accolto da un entusiasmo da stadio, Baahubali - The Beginning di S.S. Rajamouli, terzo campione d’incassi di tutti i tempi del cinema indiano, e primo film in lingua telegu a raggiungere un simile risultato, è un kolossal in piena regola. Proiettato nell’enorme spazio all’aperto del Mountain Cinema, il pubblico si è esaltato urlando il proprio apprezzamento di fronte alle prodezze di Baahubali/Shivudu (Shiva nella versione hindi), interpretato da Prabhas. Come in una versione psichedelica del cinema più estremo e decorativo di Cecil B. De Mille, riconfigurato alla luce delle evoluzioni digitali post-Matrix, ma conservando un fortissimo rapporto con la tradizione grazie a interpretazioni massimaliste (solo secondo il gusto occidentale, però) e fortemente teatrali, Baahubali - The Beginning è un’esperienza di cinema a suo modo estrema. Film genuinamente primordiale nella caratterizzazione dei conflitti, nel quale i sentimenti sono tutti fondativi, la storia di Baahubali/Shivudu che riconquista il trono strappato al padre con l’inganno è di quelle che riportano il cinema a un candore delle origini dove Henry King e Douglas Fairbanks non hanno mai smesso di vivere'. 

Da sinistra: Mozez Singh, Vicky Kaushal e il compositore Ashutosh Phatak

03 settembre 2015

BRITISH FILM INSTITUTE LONDON FILM FESTIVAL 2015



La 59esima edizione del British Film Institute London Film Festival si svolgerà dal 7 al 18 ottobre 2015. Fra i titoli indiani in cartellone, segnalo Aligarh (2016) di Hansal Mehta e Talvar (2015) di Meghna Gulzar. L'evento Thrill Gala prevede la proiezione della pellicola canadese Beeba Boys di Deepa Mehta, con Randeep Hooda, entrambi attesi alla manifestazione l'8 ottobre 2015.

Aggiornamenti del 9 ottobre 2015: la prima europea di Beeba Boys ha avuto luogo ieri sera a Londra, in Leicester Square, alla presenza di Deepa Mehta, Randeep Hooda e Gulshan Grover. Al termine della proiezione, il trio si è prestato ad un dibattito col pubblico in sala. 
Video Premiere Scene: red carpet e interviste concesse da Deepa Mehta e Randeep Hooda
Video Videoplugger: red carpet e interviste concesse da Deepa Mehta e Gulshan Grover

Randeep Hooda e Ali Momen in Beeba Boys

Da destra: Randeep Hooda, Deepa Mehta, Gulshan Grover - Londra, 2015








20 aprile 2014

NATIONAL FILM AWARD PER L'ANNO 2013: I VINCITORI



Qualche giorno fa sono stati annunciati i vincitori dei National Film Award per l'anno 2013. Maestoso bottino per il cinema hindi - in particolare per la produzione indipendente - che non solo conquista tutti i premi maggiori (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista), ma si aggiudica anche un nutrito nugolo di quelli minori, confermandosi dunque la prima industria cinematografica indiana. Grande assente: The lunchbox (forse a seguito della polemica per la mancata selezione a rappresentare l'India agli Oscar?). Ne riporto alcuni di seguito:

* Ship of Theseus di Anand Gandhi, in lingua hindi e inglese: miglior film, miglior attrice non protagonista (Aida Elkashef, ex aequo);
* Shahid di Hansal Mehta: miglior regista e miglior attore protagonista (Rajkummar Rao, ex aequo con Suraj Venjaramoodu per la pellicola in lingua malayalam Perariyathavar);
* Liar's Dice di Geetu Mohandas: miglior attrice protagonista (Geetanjali Thapa), miglior fotografia;
* Bhaag Milkha Bhaag di Rakeysh Omprakash Mehra: miglior film d'intrattenimento e miglior coreografia (Maston Ka Jhund di Ganesh Acharya);
* Jolly LLB di Subhash Kapoor: miglior film in lingua hindi e miglior attore non protagonista (Saurabh Shukla);
* Miss Lovely di Ashim Ahluwalia: premio speciale della giuria e best production design; 
* Kaphal di Batul Mukhtiar: miglior film per ragazzi;
* Madras Cafe di Shoojit Sircar: best audiography location sound recordist e best audiography sound design;
* Jal di Girish Malik: migliori effetti speciali;
* Rangbhoomi di Kamal Swaroop: miglior documentario. Rangbhoomi era stato proiettato in prima mondiale al Festival Internazionale del Film di Roma 2013;
* Kush di Shubhashish Bhutiani (cortometraggio): best promotional film (ex aequo). Kush aveva vinto il primo premio alla Mostra del Cinema di Venezia 2013 nella categoria Orizzonti. 

Fra gli altri titoli premiati:
* Fandry di Nagraj Manjule, lingua marathi: miglior opera prima, best child artist (ex aequo);
* Yellow di Mahesh Limaye, lingua marathi: premio speciale della giuria (ex aequo con Miss Lovely), menzione speciale (ex aequo);
* The coffin maker di Veena Bakshi: miglior film in lingua inglese.


24 marzo 2012

L'OMOSESSUALITÀ NEL CINEMA HINDI



(Testo aggiornato il 20 marzo 2022)

Scorrendo la lista dei titoli in lingua hindi premiati nel 2012 col prestigioso National Film Award, stupisce la presenza di I am, pellicola indipendente finanziata grazie ad una raccolta fondi internazionale organizzata in rete, diretta da un regista omosessuale (Onir), e che tratta argomenti impopolari: l'omosessualità, l'abuso sessuale su minori, le donazioni di sperma. 
Vi riporto di seguito le dichiarazioni rilasciate da Onir a Business of Cinema il 10 marzo 2012:
'Non è un trionfo solo personale. A livello più ampio, è una vittoria per i registi omosessuali e per quei film sempre trascurati dai National Award e dai premi popolari. Ora dovremmo poter lavorare in un'atmosfera di maggior tolleranza e libertà, dal momento che è stato chiaramente affermato che le pellicole sull'omosessualità non sono peccaminose. (A proposito della censura imposta ad I am per la diffusione via satellite) Ho combattuto con tutte le mie forze per salvare la sequenza del bacio fra i due protagonisti omosessuali, ma è stata tagliata. Pare sia consentito il bacio fra uomo e donna, ma non fra due uomini. Non vedo nulla di male nel fatto che il regista Rituparno Ghosh si concentri su film a tematica omosessuale. Se la maggioranza dei cineasti può raccontare esclusivamente relazioni eterosessuali, perché alcuni di noi non possono creare consapevolezza sull'argomento dell'omosessualità attraverso il nostro cinema? Non sto affermando che tutte le mie pellicole si baseranno su tematiche omosessuali, ma se ritengo l'argomento adatto al mio schema creativo, perché no? Il National Award conferito ad I am, film che tratta anche di omosessualità, arriva in una fase in cui abbiamo disperatamente bisogno di superare i pregiudizi contro la comunità omosessuale'.


Non sono molte le pellicole hindi che trattano di omosessualità. Ve ne segnalo alcune:
* Bomgay (1996), cortometraggio di produzione indipendente diretto da Riyad Vinci Wadia e Jangu Sethna, con Rahul Bose. Bomgay si ispira alle composizioni poetiche a tema omosessuale di R. Raj Rao. Bomgay non è stato sottoposto al vaglio del Central Board of Film Certification, l'ente governativo preposto alla censura, e di conseguenza non è mai stato proiettato nelle sale. Il regista, affetto da AIDS, è deceduto nel 2003 a soli 36 anni;
* Fire (1998, hindi e inglese), produzione indo-canadese diretta da Deepa Mehta, con Shabana Azmi e Nandita Das. Fire si ispira al racconto urdu Lihaaf (1942) della scrittrice Ismat Chughtai. La sua distribuzione provocò una reazione violenta, in diverse città del Paese, da parte di esponenti dello Shiv Sena e del BJP, e segnò l'inizio di un dibattito a livello nazionale sul tema dei diritti degli omosessuali;
* Girlfriend (2004) di Karan Razdan;
* My brother Nikhil (2005) di Onir, con Juhi Chawla. La pellicola si ispira alla vita dell'attivista Dominic D'Souza; 
* Dostana (2008) di Tarun Mansukhani, con Priyanka Chopra, Abhishek Bachchan e John Abraham. Commedia di grandissimo successo, famosa per il bacio scambiato da Abhishek e John, trasmessa anche dalla Rai doppiata in italiano col titolo Appartamento per tre;
* Straight (2009) commedia di Parvati Balagopalan, con Vinay Pathak e Gul Panag;
* Dunno Y Na Jaane Kyon (2010, hindi e inglese) di Sanjay Sharma. Vincitore di diversi premi internazionali, fra cui il premio speciale i Ken ONLUS assegnato a Napoli, nell'ambito dell'Omovies International Film Festival 2014, agli attori Yuvraaj Parashar e Kapil Kaustubh Sharma 'per l’impegno civile ed il sacrificio personale a difesa del coming out dell’amore omosessuale nell’India di oggi'. I genitori di Parashar avevano intentato una causa legale di disconoscimento nei confronti del figlio, a causa della distribuzione della pellicola. A Parashar è stato assegnato lo stesso premio speciale anche nel 2016, per la promozione dell'omosessualità nel cinema hindi, e nel 2018 l'attore è tornato a Napoli (clicca qui per le interviste video ufficiali). Nel 2015 è stato realizzato il sequel, dal titolo Dunno Y² - Life is a moment, coproduzione indo-norvegese diretta da Tonje Gjevjon e Sanjay Sharma.
* Bombay Talkies (2013) per l'episodio diretto da Karan Johar, con Rani Mukherjee e Randeep Hooda. Il film è stato proiettato al Festival di Cannes 2013;
* Margarita with a straw (2015) di Shonali Bose, con Kalki Koechlin. La pellicola è stata proiettata in concorso al Giffoni Film Festival 2015;
* Aligarh (2016) di Hansal Mehta, con Rajkummar Rao e uno strepitoso Manoj Bajpayee. La pellicola si ispira alla vita di Ramchandra Siras, docente presso la Aligarh Muslim University, sospeso nel 2010 perché colto durante un incontro omosessuale, e deceduto - probabilmente suicida - qualche mese dopo;
* Ek Ladki Ko Dekha Toh Aisa Laga (2019) di Shelly Chopra Dhar, con Sonam Kapoor, Rajkummar Rao, Anil Kapoor e Juhi Chawla. A differenza di Dostana, ELKDTAL non ripropone i soliti stereotipi, ma, malgrado il cast di celebrità, non ha conseguito lo stesso successo. L'attivista Gazal Dhaliwal ha collaborato alla sceneggiatura e ai dialoghi;
* Shubh Mangal Zyada Saavdhan (2020) commedia di Hitesh Kewalya, con Ayushmann Khurrana;
* Ajeeb Daastaans (2021) per l'episodio diretto da Neeraj Ghaywan, con Konkona Sen Sharma e Aditi Rao Hydari;
* Lihaaf (2021) di Rahat Kazmi, trasposizione cinematografica del racconto urdu Lihaaf (1942) della scrittrice Ismat Chughtai;
* Badhaai Do (2022) commedia di Harshavardhan Kulkarni, con Rajkummar Rao e Bhumi Pednekar.


Cenni all'omosessualità si riscontrano anche in Honeymoon Travels Pvt. Ltd., Fashion, Hum Tum Aur Ghost, Angry Indian Goddesses, Kapoor & Sons.
Fra i titoli non hindi, segnalo Mango Soufflé (2002, inglese) di Mahesh Dattani; Memories in March (2011, inglese e bengali) di Sanjoy Nag, interpretato dal regista Rituparno Ghosh, vincitore nel 2011 del National Award per il miglior film in lingua inglese; Finally Bhalobasha (2019, bengali) di Anjan Dutt; Dangerous (2021, telugu) di Ram Gopal Varma. Cenni in 90 ML (tamil).
Fra i romanzi, cito Babyji di Abha Dawesar, Funny boy dello scrittore cingalese Shyam Selvadurai (nel 2020 è stata distribuita la pellicola omonima, di produzione internazionale, diretta da Deepa Mehta) e Lo scrivano di Bombay di Anjali Joseph.


Hrithik Roshan, attore molto apprezzato dalla comunità omosessuale indiana, a seguito di una polemica scatenatasi a fine febbraio 2012 - causata da alcune stupefacenti dichiarazioni rilasciate da esponenti politici sul tema dell'omosessualità -, ai primi di marzo aveva diramato un chiaro comunicato nel quale fra l'altro si legge: 'Discrimination against homosexuals is exactly that - discrimination. And ANY form of discrimination is WRONG. It’s taken us hundreds of years to evolve as a society and realise how ridiculous and preposterous discrimination against race/caste is. How many more years is it going to take us to be mature enough and learn to accept individual sexual inclination? Perhaps the starting point is to understand that homosexuality is NOT a matter of choice. (...) Being gay is NOT a disease we need to fear! (...) Any society that does not offer freedom to human beings to live as they are, to pursue their dreams, to express themselves as part of the human race is basically a society still in the clutches of the dark ages'.

L'articolo 100 years of Indian Cinema: Homosexuality in films, di Rituparna Chatterjee, pubblicato da CNN News18 il 27 febbraio 2013, segnala pellicole in diverse lingue indiane che trattano l'argomento omosessualità e transgender, e ne traccia una breve storia.
Vedi anche Onir: Don't censor my views, 24 luglio 2013


Yuvraaj Parashar - Napoli, 2018