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25 gennaio 2024

CINETURISMO ED ECONOMIA: I FILM INDIANI GIRATI IN ITALIA

[Archivio]

Il 26 marzo 2015 l'università di Macerata organizzò una giornata di studio sull'argomento La città di celluloide tra vocazione turistica ed esperienze creative. Il Capitale Culturale, rivista dell'ateneo, nel 2016 pubblicò gli atti dell'evento. Di seguito riporto un estratto del testo dedicato al cineturismo con riferimento alle produzioni indiane girate nel nostro Paese - la versione integrale è scaricabile qui. Cineturismo ed economia dei media: il caso dei film indiani girati in Italia, Marco Cucco e Massimo Scaglioni:

'Perché le produzioni indiane lasciano l’India per girare all’estero?
(...) In primo luogo effettuare le riprese all’estero (principalmente in paesi occidentali) consente alle troupe indiane di lavorare in condizioni più agevoli. Le grandi città statunitensi ed europee, infatti, sono meno caotiche ed affollate di Mumbai e New Delhi. Inoltre sia in Europa che negli Stati Uniti è presente una vasta rete di film commission e film office che offrono servizi gratuiti alle produzioni audiovisive per facilitarne il lavoro e che in India non esistono ancora. Infine il maggior grado di agio è dato anche dalle condizioni climatiche: la delocalizzazione all’estero, infatti, consente di girare film in esterno anche durante la stagione dei monsoni; monsoni che in India spesso obbligano a riprogrammare le riprese o a prolungarne la durata. 
In secondo luogo le produzioni indiane scelgono di girare in Occidente per usufruire di una serie di incentivi economici (tax credit, tax shelter, film funds). Sempre più paesi competono tra loro per attrarre riprese, e dunque le produzioni audiovisive si trovano oggi di fronte a misure sempre più vantaggiose a cui poter accedere. Ad oggi in India non esistono fondi pubblici o incentivi fiscali, nonostante le pressioni di numerosi associazioni di categoria.
La terza ragione (...) è (...) la volontà di rendere i propri prodotti più spettacolari e attraenti per il pubblico a fronte della concorrenza televisiva. La ricerca di una maggior spettacolarità cinematografica ha portato dalla metà degli anni Novanta ad una riduzione del numero di film prodotti ogni anno e ad un contemporaneo aumento degli investimenti per la produzione e la promozione di ciascun titolo. Grazie a questi budget più consistenti, parte delle riprese sono state progressivamente spostate all’estero, con l’obiettivo di portare sul grande schermo location esotiche e inedite particolarmente adatte per le scene di ballo e per le scene oniriche. (...)


La quarta ragione (...) è legata al desiderio di raggiungere un pubblico benestante. I film indiani vengono spesso associati ad un pubblico di massa con un basso livello di scolarizzazione, che appartiene alle classi più popolari della società indiana e che fino ad oggi ha decretato il successo del cinema nazionale. Da alcuni anni però i produttori indiani stanno lavorando per innalzare lo status del loro cinema e ottenere l’attenzione ed il rispetto delle classi più benestanti che possono permettersi i biglietti dei nuovi multiplex (più costosi rispetto a quelli dei cinema tradizionali) e sottoscrivere abbonamenti televisivi. Il ricorso a location straniere rientra in questa strategia di gentrification del cinema indiano, in quanto consente di conferire un carattere cosmopolita alle pellicole e di attrarre un pubblico più sofisticato interessato al mondo fuori dai confini indiani, che guarda con interesse all’Europa e all’America. 
La quinta e ultima ragione (..) è legata al desiderio di raggiungere i cosiddetti non-resident Indians (NRI), ovvero persone di origine indiana che vivono all’estero. (...) La rappresentazione della vita dei NRI nei film funge (...) da ulteriore elemento di richiamo per il pubblico, ma consente anche di portare in sala gli stessi NRI, i quali, pur rappresentando una porzione di pubblico numericamente contenuta: a) danno forma ad una domanda di film indiani consentendo a queste pellicole di emanciparsi dai circuiti dei festival a cui solitamente vengono relegate; b) pagano dei biglietti di ingresso in sala molto più costosi di quelli venduti in India, offrendo così importanti margini di guadagno ai produttori indiani. Il successo di pellicole come Dilwale Dulhania Le Jayenge (1995), Taal (1998), Kuch Kuch Hota Hai (1998) e Kabhi Khushi Kabhie Gham (2001) ha fatto sì che a partire dall’inizio degli anni 2000 sempre più i soggetti cinematografici venissero pensati in funzione del pubblico straniero, composto in primis dai NRI.


Perché è interessante attirare le riprese indiane?
(...) Primo: al momento l’India è il principale paese produttore di film al mondo. Ogni anno immette sul mercato circa 1250 titoli, a fronte dei 700-800 titoli realizzati e distribuiti negli Stati Uniti. Inoltre, come emerge da uno studio dell’UNESCO, la popolarità del cinema indiano è in aumento sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. Instaurare un rapporto con una tale realtà può rivelarsi estremamente conveniente da un punto di vista economico. 
Secondo: le riprese di un film indiano durano solitamente più delle riprese di altri film. L’industria indiana, infatti, dedica poco tempo e poca attenzione alla fase di sviluppo dei progetti, e molte decisioni (comprese quelle di programmazione delle riprese) vengono prese direttamente sul set, prolungando così la permanenza sul luogo in cui il film viene girato. Ciò significa che le riprese di un film indiano generano probabilmente delle ricadute sul territorio ospitante superiori a quelle generate dalle pellicole di altre cinematografie. 
Terzo: le amministrazioni pubbliche sperano che la presenza dei propri paesaggi all’interno di film indiani possa dar vita a fenomeni di cineturismo. L’India, paese molto popoloso, in ascesa economica e molto affezionato al proprio cinema nazionale, appare come un bacino di potenziali turisti estremamente interessante. La possibilità di innescare fenomeni di cineturismo è resa ancor più plausibile dal fatto che le location straniere vengono spesso usate per le scene di ballo (le più importanti all’interno di un film), che a loro volta vengono inserite nei trailer e soprattutto nei video musicali trasmessi con grande successo in televisione. Ciò aumenta ulteriormente la visibilità delle location e le loro possibilità di divenire mete di flussi turistici. 


Perché le produzioni indiane scelgono l’Italia?
Dalle interviste in profondità condotte a Mumbai è emerso che i produttori indiani scelgono l’Italia come set per tre ragioni. La prima è l’offerta paesaggistica: ricca, diversificata, suggestiva, e che dunque ben si presta per raggiungere il livello di spettacolarità necessario per le scene di ballo. La seconda ragione riguarda il clima mediterraneo, che offre molte giornate di sole idonee per le riprese in esterno (da sempre esposte al rischio dell’imprevedibilità delle condizioni metereologiche). Il terzo fattore, infine, riguarda le cosiddette politiche film-friendly disponibili in Italia e assenti in India. Queste politiche consistono in incentivi fiscali (tax credit), servizi logistici gratuiti offerti dalle film commission, e fondi economici. A differenza di molti strumenti del passato a sostegno del cinema, queste misure non sono aperte ai soli film italiani, bensì anche alle produzioni straniere che scelgono di girare in Italia. 
Le tre motivazioni emerse dalle interviste hanno un carattere estremamente pragmatico: realizzare film attraenti, rendere più agevole la fase delle riprese, conseguire vantaggi economici. Nessuno di questi obiettivi si intreccia con le finalità perseguite dagli enti territoriali (incentivare lo sviluppo del territorio e garantire il benessere della popolazione), tuttavia è evidente come l’arrivo di riprese si traduca nella possibilità di generare un indotto e di conferire al territorio una visibilità internazionale che, in alcuni casi, può aprire la strada a forme di cineturismo. (...)

Radhe Shyam

Criticità, aree di intervento e nodi da sciogliere
(...) In primo luogo si pone un problema di riconoscibilità delle location, ovvero il fatto che spesso nella narrazione cinematografica non vengono forniti gli elementi necessari per identificare l’identità delle città e dei paesaggi italiani portati sullo schermo. Nei film indiani, infatti, gli ambienti stranieri hanno un ruolo puramente decorativo all’interno delle scene di ballo, e questa mancanza di riconoscibilità delle location impedisce che possano innescarsi fenomeni di cineturismo. Come ben emerge da studi pregressi, i fenomeni di cineturismo si generano e sono significativi solo laddove si instaura uno stretto legame tra location e plot. 
La seconda criticità riguarda il fatto che oggigiorno le produzioni cinematografiche sono sempre più mobili, ovvero sempre più attente ad individuare quali sono le zone del mondo in cui è conveniente effettuare le riprese. Questo fatto è confermato dalla stessa industria cinematografica indiana e da come si è evoluto il suo storico rapporto con la Svizzera. La Confederazione Elvetica ha ospitato per decenni un elevato numero di produzioni indiane per via del suo paesaggio che ben si presta per le scene oniriche e per una forte somiglianza con la regione del Kashmir, spesso set di riprese di film indiani ma che è divenuta inaccessibile a causa dei conflitti armati. Negli ultimi anni il rapporto con la Svizzera si è molto affievolito per due ragioni: a) una sovraesposizione della Svizzera nei film indiani; b) la competizione esercitata da Austria, Germania e Italia, tre paesi geograficamente simili alla Svizzera e che nel corso degli ultimi anni hanno creato film commission, istituito film fund e introdotto incentivi economici per la produzione audiovisiva. L’Italia, per queste due medesime ragioni, potrebbe un giorno veder esaurire il flusso di riprese giunte dall’India.


Alla luce di queste criticità, appare importante avviare una riflessione volta a trasformare, nel limite del possibile, l’accoglienza occasionale in un rapporto regolare e continuativo. Ad oggi, infatti, le produzioni indiane sono giunte in Italia come un dono, ovvero senza un lavoro da parte del nostro paese e delle sue film commission. (...) È importante monitorare le politiche film-friendly adottate altrove, aggiornare le proprie, rafforzare la collaborazione orizzontale tra film commission, ecc. Volendoci focalizzare sul solo fronte del cineturismo, il lavoro da compiere si articola su due livelli. 
Primo: assicurarsi che le location italiane siano riconoscibili e che lo spettatore indiano incuriosito possa facilmente avviare un percorso di ricerca autonomo che lo porti in Italia nei luoghi visti sul grande schermo. La richiesta di inserire cartelli col nome delle località ospitanti all’interno del film, di menzionare il nome dei luoghi, ecc. potrebbe incontrare senza problemi la disponibilità di registi e sceneggiatori, anche a fronte dei servizi offerti gratuitamente dalle film commission. 
In secondo luogo, l’uscita del film in India andrebbe accompagnata con un’apposita promozione (in India) delle location italiane. Si tratta di un’azione importante quanto problematica, che richiede che uno o più soggetti si facciano promotori di tale iniziativa. Chi potrebbe ricoprire questo ruolo? Lo Stato e i suoi organismi di rappresentanza (ad esempio l’ICE) appaiono come i soggetti meglio deputati per dotazione economica e autorevolezza, tuttavia ad oggi questi enti hanno dimostrato una certa indolenza, uno scarso interesse in materia e una certa rigidità di intervento. L’imprenditoria privata (...) potrebbe essere un’alternativa, così come le camere di commercio. Tuttavia la loro azione rischia di essere molto frammentata e disomogenea, cosi come la “missione” potrebbe risultare economicamente troppo onerosa per la capacità dei singoli o di un loro gruppo. Discorso analogo per le film commission: la loro azione quotidiana si scontra spesso con la carenza di personale e di risorse economiche, e dunque non è ipotizzabile che possano farsi carico della promozione del loro territorio in India e/o in altri paesi in cui vengono distribuiti i film a cui hanno prestato i propri servizi'. 

Vedi anche:

15 marzo 2023

SALAAR: LE RIPRESE IN ITALIA


Nel comunicato ufficiale del Comune di Matera, diffuso nella giornata di ieri, si legge:
'Il titolo del film è “Salaar”, di genere thriller/azione diviso in due parti, la versione originale sarà in lingua telugu, scritta e diretta da Prashanth Neel e prodotta da (...) “Hombale Films” (il produttore esecutivo italiano è Ivano Fucci). (...) Ha come protagonista il noto attore indiano Prabhas in un doppio ruolo, (...) insieme a Prithviraj, (...) Shruti Haasan. (...) La società di produzione ha già interloquito, nei giorni scorsi, con il sindaco Domenico Bennardi e l’assessore al Cinema, Tiziana D’Oppido, che hanno aperto le porte al nuovo progetto, prestigiosa vetrina di Matera anche nel grande Paese asiatico. (...) Sono già in corso sopralluoghi e riprese nei Sassi per la prima parte del film, a cui seguiranno altre settimane di riprese nell’inverno prossimo per la seconda, quasi tutta incentrata su Matera. Per il resto la pellicola sarà ambientata ai tempi nostri in diversi luoghi d’Europa, con riprese effettuate anche a Budapest, Napoli e Roma'.

In rete si incrociano notizie contrastanti. A fine 2022 sembrava che la produzione progettasse di realizzare Salaar in due parti. Voci ricorrenti sostenevano un coinvolgimento di Yash, nel secondo capitolo, per un cross over con la saga di K.G.F (sempre diretta da Neel e finanziata da Hombale Films) - o addirittura una trasformazione di Salaar 2 in K.G.F - Chapter 3. Circa un mese fa, alcuni media indiani smentirono la possibilità di un secondo capitolo per Salaar. 
Il comunicato del Comune di Matera potrebbe quindi confermare l'ipotesi iniziale in modo autorevole. Ad oggi, la distribuzione di Salaar (primo capitolo o capitolo unico) è prevista per il prossimo settembre.

Aggiornamento del 3 aprile 2023: secondo quanto dichiarato dai media indiani, anche Prabhas era a Matera lo scorso marzo. La troupe si è poi trasferita a Napoli. 
Servizio di Rai Radio 2.

04 giugno 2022

ANNI MANCHI SAKUNAMULE: LE RIPRESE IN ITALIA

Santosh Soban - Tellaro, maggio 2022

A metà maggio, e per una settimana, la troupe del film in lingua telugu Anni Manchi Sakunamule era in Italia per effettuare alcune riprese. I set sono stati allestiti a Firenze (Piazzale Michelangelo, Piazza della Repubblica, varie strade del centro storico ed alcuni siti privati), Greve in Chianti (Piazza Matteotti, frazione di Montefioralle), Campi Bisenzio (Piazza Dante), Prato (interni Camera di Commercio) e Lucca (Mura e strade centro storico). Il 17 maggio la troupe era a Lerici (Piazza Garibaldi e frazione di Tellaro). La pellicola è diretta da Nandini Reddy e interpretata da Santosh Soban e Malvika Nair. Video. (Le fotografie sono state scattate a Firenze e a Greve in Chianti da Francesco Mazzei).

Aggiornamento del 9 gennaio 2024: vi segnalo il video del brano Merise Mabbullo.

Greve in Chianti







01 giugno 2022

MACHERLA NIYOJAKAVARGAM ED EXTRA ORDINARY MAN: LE RIPRESE IN ITALIA

Nithiin - Milano, 6 maggio 2022

La troupe del film in lingua telugu Macherla Niyojakavargam nelle scorse settimane era in Italia per girare alcune sequenze. I set sono stati allestiti in Trentino (Val di Fassa, Riva del Garda), a Saint-Vincent in Valle D'Aosta (Viale Piemonte) e a Milano. La pellicola è diretta da M.S. Rajashekhar Reddy, e interpretata da Nithiin e Krithi Shetty. In contemporanea, Nithiin ha girato anche alcune scene del suo prossimo film telugu, Extra Ordinary Man, diretto da Vakkantham Vamsi e interpretato da Sreeleela. La ballerina e coreografa Francesca Negma Orlando ha partecipato alle riprese di entrambe le pellicole.

Aggiornamento del 9 gennaio 2024: vi segnalo i video dei brani Adirindey (tratto dalla colonna sonora di Macherla Niyojakavargam) e Danger Pilla (tratto dalla colonna sonora di Extra Ordinary Man).

Nithiin e Krithi Shetty



Al centro: Krithi Shetty

Krithi Shetty e Francesca Negma Orlando

Sreeleela e Francesca Negma Orlando

Sreeleela e Francesca Negma Orlando

Sreeleela e Francesca Negma Orlando

31 dicembre 2020

RADHE SHYAM: LE RIPRESE IN ITALIA


(Testo aggiornato il 12 aprile 2022)

Nei primi giorni dell'ottobre 2018 la troupe di Radhe Shyam era in Toscana per girare alcune sequenze. La pellicola, in lingua telugu, è diretta da Radha Krishna Kumar e interpretata da Prabhas e da Pooja Hegde. I set erano stati allestiti ad Arezzo (Pieve e Duomo) per riprese in notturna, Pisa (Ponte di Mezzo, Lungarni) e Lucca (Mura e centro storico).

Esattamente due anni dopo, nell'ottobre 2020, la troupe è tornata nel nostro Paese. Per la precisione in Piemonte: Torino (Parco del Valentino, Piazza Castello, Accademia delle Scienze, Palazzo Civico a Piazza Palazzo di Città, Palazzo Carignano, Palazzo Madama, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Galleria Subalpina, Ristorante Al Cambio), Reggia di Venaria, Pian del Frais di Chiomonte, Stazione Ferroviaria di Ceres, Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano (in provincia di Cuneo), castello di Barolo (in provincia di Cuneo), valli di Susa e di Lanzo.
Chiara Appendino, sindaco di Torino, a seguito dell'incontro con Pooja Hegde, ha dichiarato: 'Nonostante le enormi difficoltà dettate dalla pandemia, Torino è ancora meta di grandi produzioni cinematografiche internazionali, anche grazie all'importante lavoro di Film Commission Torino Piemonte. Quando mi hanno detto che si sarebbe girato a Torino il colossal di Tollywood Radhe Shyam ero molto soddisfatta: è una bellissima notizia e siamo orgogliosi che abbiano scelto la nostra città, sia perché occasione di lavoro per le nostre maestranze, sia per le ricadute economiche per l'indotto cittadino e anche per l’opportunità di portare Torino e le sue bellezze nel mondo. In questo periodo siamo tutte e tutti chiamati a rivedere il nostro modo di lavorare, ma la filiera cinematografica continua a darci lustro e non posso che ringraziare Film Commission e tutti gli operatori coinvolti. Pooja Hedge, has been a great pleasure'. 

A fine ottobre la troupe si è trasferita in Liguria, a Malpasso (in zona Finale Ligure). Sembra che anche nel 2018 fossero state girate alcune sequenze in Liguria. Agli inizi di novembre è la volta della Valle d'Aosta: La Thuile (Petosan), Breuil Cervinia (Plan Maison e Lago Blu), prato di Sant’Orso a Cogne. 
Anche Roma è inclusa nella lista delle location italiane (Parco archeologico del Colosseo, Parco degli Acquedotti). All'allestimento dei set hanno contribuito le scenografe Illia Boccia e Giulia Parigi.

- Teaser nel quale Prabhas pronuncia delle battute in italiano

Da sinistra: Don Alvaro Bardelli, Prabhas, Marcello Comanducci - Arezzo, 2018

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

'Bollywood scambia il giorno con la notte. Come i bambini più scatenati di giorno si riposa e di notte sta sveglio fino all’alba. L’alba della Pieve, fino all’altra sera. L’alba del Duomo da stanotte. Perché la macchina da guerra del cinema indiano si è trasferita armi e bagagli da un angolo all’altro del centro. Un trasloco nel quale ha conservato il parroco, visto che don Alvaro Bardelli guida sia la basilica che la Cattedrale. Un don Alvaro che ha seguito passo passo perfino di notte le riprese. Un po’ curioso, forse, ma anche tanto attento alla sua chiesa. Trasformata ma non snaturata. Impossibile avventurarsi tra le navate ma il passaparola va da sé: grandi lampadari pendenti, luci soffuse stile monastero, un gigantesco tavolo di legno, la copertura di quanto nel tempio non fosse in linea con il film. E fuori una mobilitazione d’altri tempi. Le gru si arrampicano da un lato all’altro della Pieve: e le luci esterne influenzano quelle interne, fasci «lunari» che potremo ammirare solo nel film. (...) Al centro lui, Prabhas. Il divo del cinema indiano, per una volta senza barba: basta una foto su Facebook e i like volano, trainati dall’altra parte del mondo. La stretta di mano con il padrone di casa, don Alvaro, e l’assessore Marcello Comanducci, che da mesi preparava questo sbarco, vengono riprese rapidamente in India. Prabhas stavolta è sbarbato e questo quanto basta a scatenare la curiosità dei fans. (...) Al centro una storia romantica: lui e lei che si incontrano, lontani come Giulietta e Romeo ma poi nel film fatalmente legati. Lei è Pooja Hegde, bella come solo le indiane sanno essere, da ieri sul set. (...) Intanto Prabhas, parlando con Comanducci, ha confessato di essere stato conquistato dalle bellezze della città. Bene, che ne parli in India, ai milioni di connazionali che pendono dalle sue labbra. Li aspettiamo a braccia aperte.'


- Video Rai 3: TGR Piemonte
- Bollywood porta i kolossal sul Po, Alessandra Muglia, Sette, 16 febbraio 2021:
'«In Italia mi sento libero: posso andare in giro senza che nessuno mi riconosca. (...) Del resto ogni mestiere ha qualche aspetto critico». Così dopo l’ultimo ciak italiano, eccolo dedicare le ultime ore prima del rientro a Mumbai allo shopping per le vie di Firenze. Via dal set piemontese e gita in Toscana. «Volevo vedere il museo di Leonardo da Vinci ma era chiuso, così ho ripiegato sugli acquisti. Ho preso delle bellissime scarpe di Ferragamo per mia sorella», racconta con un filo di voce, scusandosi per le ore di ritardo con cui si presenta al telefono per l’intervista. Del resto lui è Prabhas, l’attore del momento in India, Paese che venera i divi del grande schermo come dei. (...) Il suo Baahubali 2 (2017) ha segnato il record di incassi in India. Si capisce che siano altissime le aspettative sul prossimo film: Radhe Shyam, diretto dal giovane Radha Krishna Kumar. È la prima produzione indiana quasi tutta girata in Italia, tra Roma, Liguria, Valle d’Aosta, ma soprattutto a Torino e dintorni.
«Sarà una cartolina molto importante per la nostra regione» scommette Paolo Damilano, esportatore di Barolo nel mondo e presidente della Film Commission Torino Piemonte, la prima nata in Italia, nel 2000, per supportare le produzioni straniere nella logistica e nel reperire tecnici e troupe. La distribuzione prevista è da kolossal: Covid permettendo, ottomila sale nell’estate prossima. Del resto Prabhas è considerato il primo vero divo di tutta l’India. Il suo blockbuster Baahubali è stato doppiato nelle principali lingue del cinema indiano: non c’è soltanto l’hindi di Bollywood, a Mumbai, ma anche il tamil usato a Kollywood, Chennai, e il malayalam di Mollywood, in Kerala. Prabhas, uomo del Sud, nasce come stella del cinema di Tollywood, quello di Hyderabad, parlato in telugu. Poi il grande salto con Radhe Shyam, girato contemporaneamente in hindi e in telugu e doppiato nelle altre due lingue.
E pensare che Prabhas seppur figlio d’arte da ragazzo aveva altri progetti: «Avevo studiato business, ero timido, non pensavo di fare l’attore. Poi mio zio mi ha tirato dentro». Suo zio è l’ormai ottantenne Krishnam Raju, celebrità del cinema telugu poi datosi anche alla politica. Dedizione e disciplina hanno reso Prabhas una superstar. Per riuscire a interpretare al meglio il principe-guerriero buono di Baahubali si è preparato al ruolo per 5 anni. In Radhe Shyam, dismessi i panni da supereroe, è un chiromante indiano chiamato Shyam, altro nome di Krishna, «un dio molto romantico» ricorda lui. Radhe nella mitologia indù è la sua amata. Radhe Shyam: i due che sono uno; l’energia femminile e quella maschile che formano la perfezione dell’amore cosmico. «La storia inizia a Varanasi», la città sacra sul Gange. «Shyam vive lì, fa il chiromante», rivela Prabhas a 7, «poi lascia l’India, raggiunge l’Italia, si stabilisce a Torino e un giorno incontra Radhe, un’indiana che fa il medico a Roma», la magnetica Pooja Hegde.
Credenza lui, scienza lei: la storia appare incentrata sulla dialettica di lotta e attrazione tra tradizione e ragione, destino e libertà. Radhe Shyam diventa quasi un ossimoro: si riferisce a due personaggi distanti per modo di pensare e professione che l’amore avvicina. «Io in realtà non ho mai creduto alla lettura della mano o delle foglie di palma» confida Prahbas. Eppure in India indovini e astrologi hanno un gran da fare: molta gente continua a consultarli anche oggi prima di prendere qualsiasi decisione importante, dall’acquisto della casa al cambio del lavoro, alla data di matrimonio. Prabhas non ha ancora trovato il giorno propizio per convolare a nozze. E nemmeno la compagna, per la verità. Anche se rumour sui media locali parlano di nozze con Anushka Shetty, co-protagonista in Baahubali 2, a lungo osteggiate dalle rispettive famiglie.

Pooja Hegde - Pisa, 2018

«Io e Anushka siamo soltanto buoni amici, ma la gente ci vorrebbe insieme anche nella vita», chiarisce l’attore. Resta il fatto che, nonostante il matrimonio d’amore sia il classico sogno del cinema di Bollywood, il 90% delle unioni in India sono ancora combinate o quanto meno semi-combinate, con la selezione dei maritabili fatta dalla famiglia. «Si dice che i matrimoni combinati siano più solidi. Ma io voglio sposarmi per amore». Per ora però Prabhas ha altro per la testa: «Non sono innamorato, l’unica cosa che desidero è che Radhe Shyam piaccia al pubblico».
In Italia, durante le riprese, il film è stato presentato come una sorta di Giulietta e Romeo in salsa indiana. Un’altra storia romantica con finale tragico (...) o con il tradizionale happy end bollywoodiano? «Come va a finire lo scoprirete guardando il film», taglia corto Prabhas. Quel che si sa è che questo amore corre sui binari. I due vagano per l’Italia in treno. Radhe Shyam è un film romantico, non ci sono combattimenti, non è un tipico masala film, dove il nome della mistura di spezie è preso in prestito per descrivere il mix di sentimentalismo, dramma, thriller, azione, canti e danze che ha fatto la storia e la fortuna del cinema popolare bollywodiano, genere mainstream per l’audience indiana, che ama guardare più generi diversi in un unico film, che tocchi tutte le emozioni. Ma non rientra nemmeno nel genere a vocazione più internazionale come The Lunchbox di Ritesh Batra, o Monsoon Wedding di Mira Nair, Leone d’oro a Venezia 2001.
È un film sui generis. «Anche il soggetto non è mai stato trattato prima: l’amore tra mondi opposti, osteggiato non da fattori esterni come famiglie, classi sociali, caste, ma dalle loro stesse convinzioni», considera Ivano Fucci, 35 anni. Sposato con Shweta Pandit, cantante e attrice di Bollywood, ha fatto da ponte tra la produzione indiana e l’Italia: la sua Odu Movies ha assistito oltre 80 titoli indiani dal 2010. Il primo trailer di Radhe Shyam è stato lanciato durante le riprese a Torino, a ottobre, nel giorno del 41° compleanno di Prabhas: si vede l’attore che taglia la torta e festeggia davanti a Palazzo Carignano con una Mini alle spalle e addosso un giubbotto nero alla Fonzie! Assaggio dell’ambientazione Anni 70 della pellicola. «Anche questa distanza temporale è un carattere distintivo del film: un passato vicino, che non sconfina nel mondo epico indiano di tante pellicole. Il regista riteneva che il contrasto ideologico tra i due protagonisti così diventasse più credibile, la credenza astrologica tempo fa era infatti più forte».
È soprattutto la quantità di scene girate in Italia a fare la differenza. «Prima le produzioni indiane andavano all’estero soltanto per girare le canzoni, il momento onirico del film. Tante erano ambientate sulle cime innevate della Svizzera, un paesaggio esotico per loro. Poi hanno iniziato a girare lì anche altre scene: una cinquantina di film dagli Anni 90 al 2005. Ho capito che c’era un sistema che attraeva le produzioni di Bollywod in Svizzera e poi anche i turisti indiani». Un caso di cineturismo che ha fatto scuola. «Bollywood era già approdata a Torino nel 2017 ma Radhe Shyam ci ha permesso di raccontare anche i luoghi della regione meno noti» si entusiasma Paolo Manera, direttore della Film Commission Torino-Piemonte. Anche Prabhas era già stato in Italia più volte. «Questo è stato il soggiorno più lungo: un mese. Mascherine e distanziamento hanno reso l’Italia più sfuggente ma è un miracolo essere riusciti a girare lo stesso in sicurezza».'


- La musica di Alberto veste i colori. Vatteroni approda a Bollywood, Cristina Lorenzi, La Nazione, 28 luglio 2021: il compositore italiano Alberto Vatteroni firma la colonna sonora del Making of Radhe Shyam.
- Radhe Shyam: il blockbuster indiano realizzato a Torino, 11 marzo 2022, sito di Cinecittà: 'Il primo grande film indiano interamente ambientato in Italia, e realizzato in particolare in Piemonte (le pochissime scene ambientate a Londra, sono comunque girate a Torino). (...) Il Presidente di Film Commission Torino Piemonte Beatrice Borgia precisa che “Radhe Shyam è un progetto che evidenzia al meglio il legame tra audiovisivo e turismo e che ha un potenziale promozionale unico per il territorio piemontese, grazie soprattutto alla grande notorietà dei suoi protagonisti. Da sempre il cinema contribuisce alla costruzione di un immaginario capace di incidere sul turismo: siamo certi che questo film potrà portare importanti benefici in tal senso e, inoltre, attrarre in Piemonte altre importanti produzioni asiatiche”. Le riprese - che hanno coinvolto complessivamente circa 1.000 professionisti in tutta Italia - hanno coinvolto anche le Alpi della Valle d’Aosta, il mare della Liguria, la Toscana e la Città di Roma grazie al sostegno delle locali Film Commission'.

Prabhas - Torino, Palazzo Carignano, 2020

- Valle d'Aosta - Il Kolossal indiano arriva in sala, CinemaItaliano, 11 marzo 2022: 
'La Valle ha ospitato le riprese alla fine di ottobre 2020. (...) “Il cinema indiano ama la nostra regione” ricorda la direttrice di Film Commission Vallée d’Aoste Alessandra Miletto, “questa è stata la decima produzione ospitata in Valle grazie al lavoro di collaborazione tra la Film Commission Vallée d’Aoste e il produttore esecutivo Ivano Fucci, (...) con il quale abbiamo un rapporto ormai più che decennale; dal 2011 ad oggi questo è infatti il decimo film indiano che si gira in valle. Questa è stata sicuramente la produzione più importante che abbiamo avuto finora, sia per la fama delle star coinvolte che per la dimensione produttiva. Attori, regista e produttori sono rimasti ammaliati dalla bellezza delle nostre location che sono diventate protagoniste dei momenti clou del film, le scene di ballo e canto tipiche del cinema indiano che sono anche contenute nei videoclip delle canzoni che la produzione ha lanciato nel corso dei mesi passati per promuovere l’uscita del film. Basti pensare che i 3 videoclip diffusi fino ad oggi hanno raggiunto un totale di circa 150 milioni di visualizzazioni. Come ben sappiamo, il cinema ha un enorme ruolo nel creare un immaginario che ha ripercussioni anche a livello turistico, e questo film che raggiungerà un pubblico di oltre 200 milioni di spettatori sarà uno straordinario biglietto da visita per fare scoprire il nostro territorio a livello internazionale. Entrambi i protagonisti sono inoltre seguiti da milioni di follower sui social, ciò che aumenterà ulteriormente la visibilità delle nostre location. Siamo felici di averlo potuto ospitare, grazie al grande lavoro di Ivano Fucci insieme alla nostra responsabile per le produzioni Monica Amato e alla collaborazione di tutte le amministrazioni coinvolte, che come sempre hanno offerto la loro massima disponibilità con un grande spirito di collaborazione che non può che fare bene all’economia del territorio e alla sua immagine”.'


- Prabhas credits Italian authorities for Radhe Shyam shoot despite odds, Murtaza Ali Khan, The Sunday Guardian, 12 marzo 2022:
'Radhe Shyam is (...) shot extensively in Italy. Prabhas is grateful to the support extended by the Italian government which allowed them to shoot the film at the height of the pandemic. “For Radhe Shyam, we had to create 1970s Italy. So, the idea was to shoot everything in Italy and mostly Rome. So we started in Rome with as part of a small schedule that was planned. We had to stop in the middle in order to complete Saaho as a lot of action sequences were still pending. When we returned to Italy for our next schedule, Covid started but the Italian government supported us a lot otherwise we wouldn’t have been able to do it,” reveals Prabhas who is chuffed that the film is finally releasing.
The Italian Embassy’s Deputy Head of Mission Pietro Sferra Carini is grateful to all those who made the project possible despite the great uncertainty created by the pandemic. He also presented Prabhas with the national flag of Italy as a token of his appreciation to the Baahubali actor in Delhi. “I am aware that all the shooting was done in a very safe environment as everyone involved was very respectful of the need to contain the spread of the disease. I am grateful to Prabhas and his entire team. I would also like to thank Ivano Fucci and the producing team from Italy because they were the persons engaged in making that happen. It was a multi-year project that was affected by the pandemic. Also, I would like to thank all the people in Italy who made it possible, notwithstanding what was going on in Italy in terms of restrictions. I am also grateful to my own colleagues here in India of the Italian diplomatic and consular network for their help with the visas,” explains Carini while describing it as a “total team effort”.
ENIT Italia, known in English as The Italian Government Tourist Board, played a pivotal role in bringing the project together. Abhijeet Dalvi, Manager, ENIT explains, “Our task is to bring it all together. If the makers want to shoot in Italy it is our job to get them in touch with the right people. So we connect the people and we also help them with their day to day requirements. For Radhe Shyam since we were behind schedule we had to take special permissions and shoot in the middle of the pandemic. I feel the perseverance of the Italians and the Indians really made it happen. A lot of the times we took advantage of the pandemic as we got to shoot in places with almost no crowd. And some of these places are known to be very busy.”

Prabhas e Pietro Sferra Carini - Delhi, 2022

The cast and the crew of Radhe Shyam had to face a lot of hardships during the course of the shoot. Prabhas credits the Italian authorities for ensuring the completion of the shoot despite insurmountable odds. “When we went first day both our director and our cameraman got Covid. The situation was really bad. I remember the director was directing us using an iPad while he was in quarantine. We had to replace our cameraman with an Italian cameraman to ensure that we completed the schedule. Whenever the cases were rising locally we had to shift to another place. At one place we had tryouts. It was just 5 minute away from the hotel. But next day the shooting was about to get cancelled but the government supported us and gave us full security which allowed us to complete the shoot. We should thank them a lot. If the Italian government had not backed us so wholeheartedly, we would have perhaps struggled to finish Radhe Shyam even today,” recollects Prabhas. Prabhas who plays a palmist in the film had a lot of support from the director Radha Krishna Kumar, which allowed him to get a better understanding of his character. “As part of my preparation for the part, I learnt some basics about the various lines on the palm. I also talked to some experts. Radha has a lot of experience with palmists that I don’t have. So, he told me lot of stories about how the palmists work, how they look, how they see, etc,” reveals Prabhas. Ever since the film’s trailer was released there has been a lot of buzz around the pairing of Prabhas and Pooja Hegde. “Well, it’s very important for a love story that the chemistry should work. A lot of the credit of course goes to the director’s vision, the cinematographer, choregraphers, and the art department. I feel the music is very important along with the visuals to get the chemistry right. And I think the real magic comes from the story and the treatment that the director chooses to give to the screenplay,” opines Prabhas.
The amount of time that Prabhas spent in Italy of late has allowed him to get a better understanding of the Italian culture and the people. “I must say that I like Italy a lot; the people there are so sweet and the authorities are very supportive. Also, I believe there are a lot of common qualities between Italians and Indians. We like to party a lot and so do they. We like to talk loud and so do they. They love food like us. So, you see, there are many things that bond us. I remember I was in Italy for a holiday and I had gone for a football match during the Euro Cup where I was cheering for the Italian team,” recounts Prabhas. (...)
A film of such a big scale with Prahbas in the lead will certainly inspire more Indian filmmakers to shoot in Italy which offers a wide variety of scenic locations. “For those who want to shoot in Italy, the most correct way to initiate is to have contacts in Italy. And this is something that Embassy in Delhi as well as the Consulate Generals in Mumbai and Kolkata can facilitate. We are opening very soon in Bengaluru. So once the contacts are established the most important thing is having Italian partners. There are field commissions in all Italian regions that are eager to cooperate and I must tell you that Italy offers amazing landscapes. And Radhe Shyam is the just right example. The film is shot across different parts of Italy such as Rome, Turin, Florence, etc. You will see the mountains, shorelines, and the architecture,” says Carini.
According to the Deputy Head of Mission Pietro Sferra Carini, Italy is committed to working closely with Indian filmmakers. “Last year Italy celebrated the festival of Italian culture in India and India celebrated the festival of Indian culture in Italy. And this triggered several dialogues on various issues and one of them is cinema. We upgraded the agreement of co-production a few months ago so that our companies, operators, producers, actors and all the people involved in the process can also have a legal framework within which to work. I am sure with the pandemic subsiding we will be able to see more of those examples of such co-operation,” sums up Carini'.

Prabhas e Radha Krishna Kumar

- Prabhas took off to Italy for a 10-day holiday before 'Radhe Shyam' release, Tejashree Bhopatkar, The Times of India, 13 marzo 2022: 'Prabhas often flies abroad to enjoy a quick holiday ahead of his film releases. Sticking to the norm, this time as well, the 'Radhe Shyam' actor has jetted off for a vacay. Prabhas has chosen Italy as a destination this time to get rejuvenate before he could start shooting for his next. A close source to the actor has revealed (...) that Prabhas had already left for his holiday on March 10. Before the release of 'Radhe Shyam', Prabhas took off a flight to Italy along with his friends. He will spend some gala time over there and will be back in the next 10 days'.
- Radhe Shyam, il film d'amore indiano girato tra le meraviglie d'Italia, da nord a sud, Elisabetta Pina, Dove, 16 marzo 2022: 'Realizzato grazie alla Direzione Generale Cinema del Mic, con la collaborazione dell’Ambasciata italiana in India e con il coinvolgimento di ENIT, (...) il film (...) è stato apprezzato dalla critica principalmente per la bellezza delle location italiane. (...) “I luoghi italiani una volta legati al cinema si fortificano e diventano portatori di esperienze memorabili che invogliano alla scoperta dei territori. I film sono uno stimolo alla valorizzazione delle location, valorizzazione che non è così automatica ma occorre predisporre strategie e spazi per l’accoglienza e una spinta a maturare interesse crescente per luoghi anche meno noti visti da angolazioni e punti di vista differenti”, ha dichiarato il Presidente Enit Giorgio Palmucci'.

Vedi anche Italy says Benvenuto, intervista nella quale Ivano Fucci di ODU Movies rivela alcuni dettagli interessanti relativi all'organizzazione dei set italiani di RS. L'articolo raccoglie le dichiarazioni di Prabhas e del produttore: 
'Prabhas: Italy has beautiful locations and we have shot here before, and I think it is always a wonderful experience shooting in Italy. I was fascinated by the scenic beauty and the awesome food there. Communication wasn't really an issue because I felt most of the natives are comfortable and happy speaking in English to tourists who can't speak Italian. (...) 
Pramod Uppalapati, (...) Producer (...): The Italians are some of the most friendly and cooperative people in terms of getting permissions for a shoot. They took measures to help us complete our shooting process without any hiccups in the schedule. Approximately 70 members were hired to be part of the local crew. They were very professional and a joy to work with. They understood what was expected from them and ensured that they gave a 100 per cent effort to deliver it. I would like to thank them for their cooperation and effort, which helped us in the successful completion of the shoot'. 

Pooja Hegde e Chiara Appendino


Malpasso, 2020

Barolo, 2020


Torino, Piazza Carignano, 2020

Barolo, 2020

Barolo, 2020

Torino, Palazzo Carignano, 2020

Torino, 2020

Valle d'Aosta, 2020




05 ottobre 2019

ROAM ROME MEIN ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2019


Roam Rome Mein, il film girato a Roma dall'attrice Tannishtha Chatterjee, al suo debutto alla regia, verrà proiettato alla Festa del Cinema di Roma il 15 ottobre 2019 alle ore 21.00 presso La Casa del Cinema. Il cast, oltre a Tannishtha, include Nawazuddin Siddiqui, Valentina Corti, Isha Talwar, Pamela Villoresi, Urbano Barberini, Francesco Apolloni, Cristina Puccinelli e Andrea Scarduzio. La troupe era in Italia nell'estate 2018 (luglio-agosto) per effettuare le riprese. La prima mondiale di RRM è in programma oggi al Busan International Film Festival, la prima indiana il 22 ottobre 2019 al Mumbai Film Festival. Aggiornamento del 12 ottobre 2019: nell'ambito del Busan, a Tannishtha è stato conferito l'Asia Star Award.

Alla Festa del Cinema di Roma 2019 verrà proiettato anche un cortometraggio diretto da Nila Madhab Panda, in occasione dell'evento Interdependence/Le sfide del futuro - Cinema e ambiente.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO (aggiornata al 25 novembre 2019)

- A motley cast for Nawazuddin Siddiqui's 'Roam Rome Mein', The Times of India, 30 agosto 2018: 'Valentina Corti is known for her roles in TV shows like 'Don Matteo'. (...) Although this is her debut Bollywood project, she shared an easy camaraderie with Nawazuddin and the cast. Talking about the film, she says, “It was a great experience to be directed by Tannishtha, who is an amazing director and a sensible person. I’m glad to have had the opportunity to work with Nawaz. Together, we were a super team! I think when everyone works with passion, something magical happens.” (...) Shot at several iconic locations across Rome, this multilingual weaves in the cultural and historical highlights of the ancient Italian capital and yet, it’s very desi [Indian] at its core'.


- Video Asian Culture Vulture: intervista concessa da Tannishtha Chatterjee durante il Festival di Cannes 2019.
'The film (...) features a male protagonist travelling to Rome in search of his sister who, in Chatterjee’s words, “is a reflection of all those Italian women who had extreme talent but went unnoticed because the male power always dominated”. In spite of the rushed schedule and limited resources, efficient and passionate creative teams both in India and in Italy helped see the project through. Both countries’ teams connected on a greater level. “[The Italians are] in many ways like us - they’re emotional, they love food, they’re loud, they laugh - and so the unit gelled effortlessly”. In a leisurely chat with The Hindu, the actor recalls how attending a film festival birthed the germ of the idea for her film. Chatterjee was at the Venice Film Festival a few years ago when a ‘surreal’ incident moved her so much that she decided to put it down on paper. “I still don’t know how to make sense of it,” she says. Months later following a discussion with actor Nawazuddin Siddiqui (...) the idea gathered momentum and the decision to create something together was taken.
Gender and storytelling
Roam Rome Mein is in English, Hindi and Italian and instead of using the European country simply as a location, the film integrates its language, history and culture. “It had to be in Italy because there is a background of the Renaissance,” remarks its director adding that though initially set in Venice, her film’s location changed to Rome because of logistical difficulties. The move thankfully gave the film more character and depth. She explains that although writers like the English Mary Wollstonecraft are generally regarded as the literary foremothers of the feminist movement, courtesans and aristocratic women in Renaissance Italy had access to education even earlier. Feminist writing truly then, started in Italy. There were female Renaissance artists too who contributed immensely to the movement and challenged biblical myths and patriarchal ideas but remained unknown for centuries. The first women’s protest took place at the Forum Romanum in Rome, a symbolic place that Chatterjee says she shot in. Stepping into the role of director, the 38-year-old is now aware of how gender can affect male and female storytelling. (...) For instance, it became evident with the feedback she received for her script. “Women understood the emotional quotient more strongly, while men wanted to make it a search and a thriller,” says the actor.
Veritable experiences
“Whatever I did in this film comes from my experiences as an actor,” she says alluding to learning technical craft, vision and storytelling from the directors she has worked with. The actor also reveals how her training as an actor especially, exercises in truth and empathy, are central to her craft. “I have always felt that the actor’s life is a spiritual one because it allows you to empathise deeply with stories and yet remain detached.” Chatterjee however confesses that juggling the dual functions of actor and director for her first film was an exceptionally difficult experience. Roam Rome Mein is led by Nawazuddin Siddiqui who was Chatterjee’s senior at the National School of Drama and someone she has acted alongside. (...) “I think he has a very captivating face, one that is made for cinema,” she says speaking of her long friendship with the Siddiqui and of her admiration for his calibre and commitment. “I am spoilt by working with somebody like him in my first film,” Chatterjee concludes'. 


- Video: Valentina Corti e Andrea Scarduzio al Busan International Film Festival 2019.
- Roam Rome Mein, il film indiano sull'emancipazione femminile alla Festa del Cinema di Roma, Leggo, 14 ottobre 2019: '“La protagonista raggiunge a Roma una tappa fondamentale del suo viaggio di emancipazione. Questo film racconta un’importante storia di affermazione dei diritti femminili e può essere considerato una pietra miliare tra i film sulla parità di genere” - così Urbano Barberini, nel cast italiano insieme a Pamela Villoresi, Valentina Corti e Francesco Apolloni. “Lavorare con una regista così giovane e così piena di talento - continua Barberini - è stata un’esperienza entusiasmante e mi ha fatto capire come in India ci sia una nuova generazione che sta realizzando una vera rivoluzione culturale dove le donne si rendono protagoniste”.'
- “Roam Rome Mein”: quando l’amore supera le differenze culturali, Vittorio De Agrò, Parole a Colori, 17 ottobre 2019: 'Tannishtha Chatterjee firma un’opera prima di grandissimo valore artistico, sociologico, culturale, e di notevole impatto emotivo. (...) Il film è un racconto di libertà ed emancipazione, un coraggioso atto di ribellione da parte della giovane protagonista contro un destino scritto da altri. Un progetto ambizioso, particolare, vivace, ricco di colpi di scena e stilisticamente innovativo e audace. La Chatterjee firma una sceneggiatura dove diversi generi si mescolano in modo armonioso, al punto che è difficile inserire “Roma Rome Mein” in un genere preciso. Dramma psicologico, thriller, racconto intimo e onirico. (...) “Roam Rome Mein” non trasmette mai allo spettatore un senso di approssimazione o di trionfo di luoghi comuni su Roma e sull’Italia, il che non è poco'.
- Recensione di Francesco Parrino, Cinematographe, 18 ottobre 2019: 'La cinematografia contemporanea è parecchio legata alla tematica del ruolo della donna nella società (...) ma Roam Rome Mein (...) riesce nell’intento di trattarne con originalità, come mai prima d’ora. La pellicola della Chatterjee infatti, si contraddistingue per una semplicità di racconto, specie nella messinscena, che però non corrisponde all’intreccio che ne deriva - fatto perlopiù di digressioni temporali ed elementi onirici, complesso, con cui far riflettere lo spettatore sulle differenze etniche e di carattere sociale, a cavallo tra Italia e India. Roam Rome Mein (...) sta stupendo critica e pubblico di tutto il mondo. (...) La Chatterjee, per portare in scena questo racconto d’emancipazione femminile, si affida alla cifra stilistica da cinema giallo, impostando il racconto sul punto di vista del protagonista maschile. (...) L’opera prima di Tannishtha Chatterjee, recitata tutta in lingua inglese e hindi pur essendo ambientata in Italia con attori italiani, è un piccolo e curioso gioiello cinematografico. Roam Rome Mein riesce infatti a trattare una tematica ampiamente inflazionata nel cinema di genere, in modo intelligente e accattivante. Un film femminista in cui il protagonista assoluto è un uomo alla ricerca del “fantasma” di una donna'.


- Can't believe we pulled it off, Subhash K. Jha, The Asian Age, 4 novembre 2019: 'It hasn’t been easy for Tannishtha Chatterjee to make her directorial debut, and that too with a film shot almost entirely in Rome. How she managed to shoot Roam Rome Mein in one of the most expensive city is a mystery. “I can’t tell you how tough it was. We were a tightly knit team of dedicated soldiers, and we were all on war-footing. Everyone was doing everything on location. I was not just the director, I was also the handy girl, handling every problem whether practical or emotional. I’ve come back very experienced and very exhausted from Rome,” the director reveals with a sigh. Tannishtha (...) says she was very sure her directorial debut had to be shot in Rome. “Italy has an ancient history of fierce patriarchy. In the past, women in Italy were not allowed to own expensive possessions. I wanted to locate my film in a society even more patriarchal than ours, and one where women have a long history of protesting and winning over the system,” she explains. The director further says that Roam Rome Mein is a feminist film and she is more than happy to have Nawazuddin Siddiqui on board. “We play siblings. Roam Rome Mein is a story of a brother searching for his sister. The film also has six very powerful Italian actors, including legendary names like Valentina Corti and Urbano Barberini. They agreed to come on board without bothering about their fees. They insisted on reading their lines for me. They felt that since this was my first film, I should be absolutely sure about my actors. I was moved and encouraged by their humility and dedication,” she smiles. Tannishtha sees her film as a labour of love. “Everyone co-operated, and only then could the film be made. I still don’t believe I actually managed to shoot in one of the most expensive cities in the world at such a shoestring budget. It isn’t short of a miracle,” she laughs. The film is already being hailed as a significant directorial debut. Tannishtha says: “It was shown at the Busan International Film Festival and at the International Rome Film Festival. We got a really positive reaction to the film at both the venues”.'  
- Video ITV Gold: intervista concessa da Tannishtha Chatterjee durante il NYC South Asian Film Festival 2019.
- Video ITV Gold: intervista concessa da Nawazuddin Siddiqui durante il NYC South Asian Film Festival 2019.
-  Tra Roma e Mumbai un film per i diritti delle donne, Laura Aldorisio, 25 novembre 2019: 'Valentina Corti racconta il film “Roam Rome Mein” di cui è protagonista. Nella cornice romana su uno scooter disegna il suo viaggio al fianco del noto attore indiano Nawazuddin Siddiqui. Già perché la regia, ma soprattutto la cultura, è di matrice indiana. (...) «La conoscenza tra il mio personaggio e il giovane Raj [interpretato da Siddiqui] attraversa la difficoltà linguistica. Io posso diventare una Virgilio al femminile che lo condurrà lungo la riscoperta dell’amore. E nascerà una persona nuova». Tutto prende spunto da una storia vera che alla regista, Tannishtha Chatterjee, è stata raccontata a Venezia. «È un tema certamente molto delicato e lo sguardo della regia illumina il tema dei diritti delle donne». Una sfida che Valentina ha vinto dopo una serie di provini. Poi sono iniziate le riprese divise tra Roma e Mumbai «in un contesto molto onirico. Si girava di notte nella scorsa estate. Roma, la mia città natale, l’ho potuta vivere in un altro modo come un palco a scena aperta. Posso dire che è un film di speranza e che rende vigili su un tema quanto mai oggi così attuale».'     

Vedi anche Italy says Benvenuto, intervista nella quale Ivano Fucci di ODU Movies rivela alcuni dettagli interessanti relativi all'organizzazione dei set italiani di RRM. L'articolo raccoglie una dichiarazione di Tannishtha: 'I have always been fascinated by the art and architecture of Rome. But why I chose Rome as a backdrop is very integral to my story. Valentina's (Corti) character is a painter in the film and some of the most famous Italian women Renaissance painters came from Rome. The contribution that Italian feminists had to the world of women artistes is immense. So, as my first film, I wanted to celebrate their contribution to the world of art. (...) When I travelled to Rome, I did more research on Artemisia Gentileschi, whose art I am fascinated with. I think Italy and India have many things in common. On one hand, both countries have a very strong, ancient culture and history. On the other hand, they have family structures that are quite similar; families which can be an anchor but sometimes oppressive as well. It's this commonality that I have tried to explore through my film. There were many Italians in my crew. We have seven Italian actors in major roles. Our costume designer and casting director were Italian. Our production designer, line producers, all our production assistants, light assistants, sound assistants and local junior artistes were Italian'.

Da destra: Tannishtha Chatterjee, Valentina Corti e Nawazuddin Siddiqui





Nawazuddin Siddiqui e Francesco Apolloni

Valentina Corti, Tannishtha Chatterjee e il produttore Ravi Walia





Nawazuddin Siddiqui e Urbano Barberini

Nawazuddin Siddiqui e Urbano Barberini

Da sinistra: Nawazuddin Siddiqui, (?), Cristina Puccinelli, Urbano Barberini, Tannishtha Chatterjee, Pamela Villoresi




Da destra: Ravi Walia, Andrea Scarduzio, Isha Talwar, Tannishtha Chatterjee e Valentina Corti

Busan International Film Festival 2019

Al centro: Adil Hussain


Mumbai Film Festival 2019

Tannishtha Chatterjee, Isha Talwar e Nawazuddin Siddiqui - Mumbai, 2019

Nila Madhab Panda (il secondo da destra) - Roma, 22 ottobre 2019