14 gennaio 2011

ABHAY DEOL E EMRAAN HASHMI NEL NUOVO FILM DI DIBAKAR BANERJEE

Da sinistra: Abhay Deol, Dibakar Banerjee, Emraan Hashmi


Bollywood Hungama propone un'interessante intervista video al trio composto dal regista Dibakar Banerjee e dagli attori Abhay Deol e Emraan Hashmi.
Dibakar Banerjee è uno dei più promettenti talenti della neo-Bollywood. Dal suo godibilissimo debutto, Khosla Ka Ghosla, passando per Oye Lucky! Lucky Oye! - entrambi premiati col National Award -, sino allo sperimentale Love Sex Aur Dhokha, Banerjee ha incantato critica e pubblico, riuscendo a coniugare soggetti originali, sceneggiature ben costruite, ottime performance, budget contenuti, introiti soddisfacenti.
Abhay Deol, nipote di Dharmendra e cugino di Sunny e Bobby Deol, stupisce per la determinazione con cui è riuscito a crearsi, film dopo film, un'invidiabile carriera costellata di ruoli stimolanti e pellicole innovative. Abhay ha regalato una delle sue migliori interpretazioni proprio in Oye Lucky! Lucky Oye! di Dibakar Banerjee. Ricordiamo che Deol nel 2009 ha presenziato al festival di Venezia alla proiezione del lisergico Dev D.

Emraan Hashmi - Once upon a time in Mumbaai

Ma è il terzo personaggio a rendere la combinazione davvero bizzarra: Emraan Hashmi, il serial kisser di Bollywood, rampollo del clan dei Bhatt. A differenza del collega Abhay, i passi falsi (Zeher, Jawani Diwani, Crook - solo per citarne alcuni) nella filmografia di Emraan non si contano, anche se nulla ha impedito alla star di coltivare un vivaio di fan innamorate. Hashmi possiede fisicità e carisma, e si cimenta con coraggio (o incoscienza) in ruoli negativi e spesso di carnalità inaudita per gli standard della cinematografia popolare hindi, in pellicole che trattano di adulterio (Zeher), relazioni sessuali prive di romanticismo (Murder, Aksar), pornografia e prostituzione (l'insolito Kalyug, Awarapan). Scavando con cura, emerge una sottile ma decisa vena di versatilità che ha consentito ad Emraan di interpretare personaggi lontani dallo stereotipo che i tabloid indiani sembrano avergli cucito addosso, e di partecipare a produzioni più articolate quali il verboso, a tratti sorprendente Chocolate o il teso The killer. Hashmi ha sfoderato un tragico fascino in Raaz - The mystery continues (uno dei rarissimi horror hindi di successo), e un'insospettata eleganza in Tum Mile. Ma è nel 2010, con Once upon a time in Mumbaai, che la star ha conquistato in un colpo solo la critica e fasce più larghe di pubblico (anche maschile) grazie ad una performance vigorosa ed indimenticabile. Emraan, inoltre, sembra essere l'attore preferito del talentuoso regista Anurag Basu, da cui è stato scritturato per il conturbante Murder, lo zuccheroso (con un velo di quella malinconia che diverrà il marchio di fabbrica di Basu) Tumsa Nahin Dekha, e lo splendido, intenso Gangster.

Emraan Hashmi - Tum Mile

L'intervista proposta da Bollywood Hungama è stata raccolta in occasione della conferenza stampa organizzata per la presentazione del nuovo lavoro di Dibakar Banerjee, Shanghai, un thriller a sfondo politico, adattamento cinematografico di un'opera dello scrittore greco Vassilis Vassilikos (forse proprio Z, romanzo del 1967, da cui nel 1969 Costa-Gavras trasse Z - L'orgia del potere, pellicola che si aggiudicò, fra gli altri, l'Oscar per il miglior film straniero e il premio della giuria a Cannes). Dibakar ha lavorato per un anno e mezzo al progetto di trapianto in India della vicenda. I produttori hanno incontrato Vassilikos, il quale si è mostrato molto sorpreso ma soddisfatto della sceneggiatura. Una curiosità: pare che lo scrittore abbia vissuto per un certo periodo in Italia durante l'esilio impostogli in passato dalle autorità greche.
Video della conferenza stampa di Movie Talkies: prima, seconda e terza parte
Articolo di Business of Cinema
Articolo di Hindustan Times

Aggiornamento del 25.04.11: Bollywood Hungama rivela in questo articolo che Dibakar Banerjee avrebbe scritturato Prasenjit Chatterjee, la superstar del cinema bengali, per un ruolo in Shanghai.
Aggiornamento del 07.01.12: intervista concessa da Dibakar Banerjee a The Times of India. 

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